Maurizio Cerrato è vittima di una mentalità criminale, camorristica, è un dato di fatto, ma le radici di quanto accaduto vengono non solo da una cultura di sopraffazione radicata nel tempo e nel meridione, ma anche dall’assenza di uno Stato e di chi dovrebbe far rispettare le regole e la civile convivenza.
Ad un mese dall’efferato omicidio, attraverso una petizione popolare, è stato chiesto l’invio dell’Esercito a Torre Annunziata, così come era stato invocato durante la pandemia.
Una soluzione per molti, ma che è anche l’ammissione di una resa, di chi non è in grado di amministrare e controllare il proprio territorio.
A percorrere via IV Novembre, laddove c’erano le sedie a pretenderne un usufrutto non consentito, esiste ancora un divieto di sosta e auto parcheggiate incuranti dell’accaduto e delle regole del codice della strada.
L’Esercito, i rinforzi, la cavalleria non emettono contravvenzioni, sarebbero bastati due vigili di ronda. E la scusante del personale ridotto serve a poco se si tiene conto del fatto che un verbale lo si compila in pochi minuti.
L’operazione successiva di eliminare gli ingombranti dalla strada a cura della polizia locale è stata importante, ma non efficace. Ad una settimana dalla rimozione degli stessi, in alcuni casi sono rispuntate le piante.
In molte zone di Torre Annunziata, piante, sedie e paletti vengono utilizzati – e non è il caso di quanto accaduto in via IV Novembre – per impedire il parcheggio laddove è vietato da un divieto.
Una risposta illegale alla mancanza di controllo. I cittadini neanche più alzano il telefono per chiamare chi dovrebbe intervenire se un’auto è davanti ad un passo carrabile, in doppia fila, in divieto di sosta, davanti ad un’attività commerciale, impedendo il passaggio a chi ha difficoltà motorie.
Massimo Napolitano

