Torre Annunziata, ore di attesa per lo scioglimento per infiltrazioni. Ascione: «Già pronto il ricorso»

Anche la politica scende in campo per chiedere che il Comune di Torre Annunziata sia sciolto per infiltrazioni camorristiche. Sono infatti 28 i parlamentari di vari schieramenti politici che chiedono che il Ministro dell’Interno sciolga le riserve e chieda al Consiglio dei Ministri di sciogliere l’amministrazione per infiltrazioni affinché sia poi la commissione prefettizia a bonificare la macchina comunale.

Anche il Prefetto Claudio Palomba – che ha trasmesso agli organi competenti la relazione della commissione d’accesso – ha chiesto al Consiglio dei Ministri di accelerare su una decisone che sembra già scritta e che oramai aspettano tutti.

Fin quando il Governo non avrà sciolto la propria riserva, il “pericolo” di andare al voto il 12 giugno non è escluso e solo se si dovessero accertare inquinamenti dell’attività politica da parte della criminalità organizzata il Ministro dell’Interno darebbe il viatico all’insediamento della Commissione prefettizia.

In attesa di conoscere il decreto (eventuale) di scioglimento, un dato di fatto è che dopo anni di indagini, di microspie negli uffici comunali, di intercettazioni telefoniche, il “livello politico” che abbia collusioni nella vicenda della corruzione delle “sette scogliere” non è stato ancora accertato, tanto è vero che l’ex vicesindaco con delega ai lavori pubblici, Luigi Ammendola, è stato scarcerato mentre il solo dirigente capo dell’Ufficio Tecnico Nunzio Ariano, colto in flagrante con una bustarella di diecimila euro nel momento in cui gli veniva consegnata dall’imprenditore supino per quanto riguarda un appalto per la messa in sicurezza delle scuole, è ancora agli arresti. L’ex vicesindaco, arrestato in un primo momento per la stessa vicenda, è stato successivamente rilasciato.

Aspetta il decreto della commissione d’accesso l’ex sindaco Vincenzo Ascione che, con inaspettata tranquillità, dichiara che lette le motivazioni «prepareremo il ricorso e con il ricorso in mano diremo la nostra. Adesso facciamo parlare un po’ di più i fatti. Di chiacchiere e di fumo ne è stato già fatto tanto».

Se il paventato ricorso al Tar dovesse dare ragione all’ex primo cittadino torrese e le accuse di associazione a stampo camorristico risultassero infondate, ciò non solo sancirebbe una sconfitta per le minoranze in consiglio comunale che hanno basato solo sulle vicende giudiziarie la loro opposizione, ma consentirebbe a Vincenzo Ascione una ricandidatura basata anche su quella che, sarà a tutti gli effetti, una persecuzione giudiziaria ai suoi danni.

Massimo Napolitano