“A Torre Annunziata non esiste solo il racket, non esiste solo la vendita e lo spaccio di stupefacenti, non esiste solo la camorra, anche se l’omicidio di lunedì ha tutti i connotati di un’esecuzione camorristica”.
Giuseppe Manto, presidente di Confcommercio Torre Annunziata, è furioso nei confronti di chi ha accusato l’associazione di cui è referente di non essersi mosso all’indomani dell’assassinio di Maurizio Cerrato.
“Siamo in prima linea nel combattere la criminalità, non solo pubblicamente, ma anche con esposti e denunce, ma Torre Annunziata non è solo la camorra delle pistole, ma anche quella dei colletti bianchi che fornisce autorizzazioni a parcheggi illegittimi, che permette l’apertura di negozi anche quando non è presente la dovuta licenza e che ad ogni nostra denuncia volge lo sguardo da un’altra parte”.
“Abbiamo aderito alla manifestazione di Libera – precisa il referente dei commercianti – perché è doveroso esserci, ma il nostro grido di dolore lo mostriamo anche con atti concreti e denunce che, spesso, non possono avere clamore mediatico perché coperte da segreto istruttorio”.
“A Torre Annunziata non c’è solo la camorra ma anche la microdelinquenza spicciola, le inciviltà alimentate da quella stessa cultura – continua Manto – e tutti si devono sentire colpevoli di quanto è accaduto, dapprima la classe politica che sembra non accorgersi di quanto accade alimentando così un senso di sfiducia nelle istituzioni che non possiamo permetterci nel nostro territorio”.
“Faccio un appello – conclude il presidente di Confcommercio – alle forze dell’ordine chiedendo uno sforzo maggiore: non bisogna aspettare il morto che viene investito dallo scooter che sfreccia sui marciapiedi per capire che va estirpato fin dalla radice il cancro della delinquenza, altrimenti essa si alimenta nell’indifferenza e nell’omertà”.
Massimo Napolitano

