Torre Annunziata, intascò una tangente per accelerare la liquidazione: arrestato funzionario della Regione

Chiese una tangente per accelerare la liquidazione di un finanziamento per conto della Regione Campania. Già condannato per tale reato, nei giorni scorsi è stato arrestato Andrea Fogliamanzillo, 66 anni, funzionario dell’ente regionale. Dovrà scontare il residuo pena per effetto della nuova legge “spazzacorrotti” in vigore dal primo febbraio di quest’anno.

I fatti risalgono a novembre del 2007.

Quattro funzionari della Regione Campania furono arrestati con l’accusa di concussione: i quattro chiedevano una somma di denaro in cambio del parere favorevole alla richiesta di liquidazione di un finanziamento presentata da un imprenditore che stava svolgendo corsi di formazione per disoccupati di lunga durata.

Nei guai finirono Andrea Fogliamanzillo, Antonio Riccardo, Costanzo Barile e Camillo D’Ambra. Secondo quanto emerso, la tangente di circa 20mila euro era stata chiesta all’imprenditore per accelerare la liquidazione degli 800mila euro che gli spettavano.
Le somme di denaro pagate ai quattro erano circa 13.500 euro; parte del denaro fu sequestrata dagli agenti la mattina dell’arresto.

L’epilogo della vicenda il 27 novembre del 2007, quando all’imprenditore vittima della concussione fu chiesto di recarsi negli uffici regionali del Centro direzionale per pagare una ulteriore rata della tangente. L’ uomo, da tempo in contatto con polizia e magistrati, fece fotocopiare le banconote prima di consegnarle ai funzionari; pronto l’arrivo della Digos, che eseguirono gli arresti e sequestrarono i mille euro appena pagati.
L’inchiesta della Procura era stata aperta dopo un esposto presentato dall’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Corrado Gabriele, che aveva informato i magistrati di voci e sospetti relativi a richieste di denaro rivolte a imprenditori da parte di funzionari, in cambio dell’accelerazione delle pratiche di liquidazione.

Per tale reato Andrea Fogliamanzillo era stato condannato con pena sospesa ma, per effetto della nuova norma “spazzacorrotti”, è finito di nuovo in manette.