L’indifferenza ha inferto il colpo mortale a Maurizio Cerrato, ucciso giusto un anno fa per aver difeso sua figlia. Queste parole dure sono state pronunciate da tutti coloro che hanno partecipato alla commemorazione dell’efferato omicidio avvenuto il 19 aprile 2021 in via IV Novembre a Torre Annunziata.
Questo è quanto hanno ribadito nei loro interventi, il referente di Libera don Ciro Cozzolino, il senatore Sandro Ruotolo, il Procuratore Capo di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, il deputato Paolo Siani e Tania Sorrentino, vedova Cerrato.
L’indifferenza che ha permesso che sedie occupassero spazzi pubblici per parcheggi privati, a cui solo Maurizio si è ribellato, la stessa indifferenza e le stesse sedie oggi sono state lasciate vuote questa volta nel luogo dove, un anno dopo si celebrava il martirio di un padre che voleva solo difendere la figlia, cos’ come è naturale e giusto che sia.
In piazza, su quelle sedie, mancavano i cittadini di Torre Annunziata, ma mancavano soprattutto i giovani – come ha messo in evidenza Paolo, il fratello di Giancarlo Siani, quei giovani a cui guardava e in cui sperava 37 anni fa il cronista ammazzato dalla camorra, e che purtroppo, a distanza di tanto tempo, nulla sembra cambiato.
Una mentalità camorristica ha messo nelle mani degli assassini l’arma che ha lasciato a terra Maurizio, ma l’indifferenza ha inferto il colpo mortale a Torre Annunziata che difficilmente potrà risorgere se gli “eroi del quotidiano” – così come li ha chiamati il procuratore capo di Torre Annunziata – non prenderanno il sopravvento impedendo che ci siano altri martiri come Maurizio Cerrato.
Massimo Napolitano

