Torre Annunziata, il Coronavirus uccide ancora: la città piange Maurizio Gallo

Una mattina di quelle in cui non avrei voluto mai svegliarmi. Non avrei mai voluto sapere quest’altra brutta notizia. Ancora una vittima del Coronavirus in Campania. L’ennesima.

Nella notte è venuto a mancare Maurizio Gallo, di 46 anni, di Torre Annunziata, anche se da alcuni anni viveva a Napoli da sposato.

Maurizio, della storica famiglia torrese dei Pettorino, era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale Cotugno di Napoli, dove le sue condizioni di alute sembravano migliorare nelle ultime ore. Poi, la chiamata di buon mattino.

“Una doccia fredda”, dicono i ragazzi della storica Quinta D del Liceo Pitagora di Torre Annunziata dell’anno 1991.

Una situazione tragica, quella che stiamo vivendo. Sembra che la malattia sia lontano, almeno finché non tocca a noi. E il rischio di contagio è elevatissimo.

“Il mondo oggi perde un grande Uomo – scrive Pasquale a nome di tutta la classe -, forte e generoso sempre pronto a dare il consiglio giusto o l’aiuto necessario. Un punto di riferimento per la famiglia e per gli amici e tale rimarrà nella nostra memoria. Vivrà in eterno nei pensieri di ognuno di noi! Ciao Maurì”.

“A 46 anni non mi sarei mai aspettato di perdere un amico di 40 anni di vita – scrive Carlo -, un fratello per me, un dolore immenso. Non riesco a trovare le parole giuste e penso alla cara moglie e all’unica figlia che lascia. Questa assurda morte serva per tutti a comprendere che questo virus bastardo colpisce anche i giovani e non solo gli anziani. Serva a insegnarci che si muore soli e senza un degno funerale. Pensate al dolore di non poterlo nemmeno salutare. Credo che tra un anno, perché questo virus non finirà tra un mese, faremo la conta di quelli rimasti vivi. Fatelo per chi vi è più caro, RESTATE A CASA. Ciao Maurizio ti voglio bene, mi mancherai…”.

Gli fa eco Gennaro: “Un uomo con il quale ho condiviso tutto….e che quando si parlava era come se non avessimo mai smesso di frequentarci, di una intelligenza che raramente ho ritrovato in giro e che ha costituito per me un riferimento in tanti momenti complicati. No… penso che non lo dimenticherò mai fino alla fine dei miei giorni. Penso e ripenso a quel…..”vediamoci….” che ci siamo detti più volte negli ultimi anni e che un po’ per la lontananza, un po’ per gli impegni non siamo riusciti a fare e che un po’ mi lascia l’amaro in bocca, sicuro che avrebbe potuto come sempre illuminarmi su tante cose della vita con le quali combattiamo ogni giorno. Maurizio riposa in pace e stai tranquillo che qualunque cosa io potrò fare per aiutare la tua famiglia se ce ne sarà bisogno la farò…”.

“Qui nevica e ho lo stesso ghiaccio dentro – dice Rosa -. Dovevamo sempre organizzare la “rimpatriata” ma non ci siamo riusciti mai. E adesso non possiamo salutarti nemmeno per l’ultima volta…. Mi vengono in mente tutti gli anni del liceo e quelli successivi… ciao Mau”.

“Per me era un punto di riferimento – aggiunge Alfonso -. Era un fratello a cui chiedere qualsiasi consiglio. Ora non riesco a farmene una ragione”.