Torre Annunziata, i Commissari chiudono il Museo dell’Identità. A Palazzo Criscuolo tornano gli uffici comunali

Il 30 novembre termina la mostra al Museo dell’Identità di Torre Annunziata “Oplontis il fascino e la bellezza” dopo che la Commissione straordinaria che è subentrata dopo lo scioglimento dell’amministrazione Ascione per infiltrazioni camorristiche ha deciso di chiudere l’unico polo museale presente in città, il Museo dell’Identità appunto, adducendo ad un non meglio precisato risparmio di spese compensato dallo spostamento di alcuni uffici da via Schiti, che però non sembra avere carenze di spazi.

Se da una parte è certa la chiusura del Museo, dall’altra in queste ore è stata avanzata una richiesta alla Provincia di Napoli, proprio da parte dei tre commissari Enrico Caterino, Fernando Mone e Marco Serra per accedere ad un finanziamento per la realizzazione, la riqualificazione ed ammodernamento dei luoghi della cultura, con l’obiettivo di potenziare e migliorare la fruibilità degli stessi nell’ottica di accrescere la divulgazione e l’attrattività del patrimonio culturale metropolitano quale elemento identitario per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Da qui la “concessione” da parte dei rappresentanti della Prefettura di destinare solo un paio di sale ad un museo, svuotato delle sue opere principali – i reperti di Oplontis torneranno nella disponibilità del Parco Archeologico di Pompei – mentre si farà spazio agli impiegati comunali.

L’assist su questa operazione giunge stranamente dal Senatore Orfeo Mazzella che ha avallato la soluzione proposta dai Commissari che non è di certo quello che chiedevano le associazioni torresi, cioè la riqualificazione dell’intero stabile e la valorizzazione promozionale dei luoghi espositivi utilizzando le sale anche per raccontare la storia di Torre Annunziata, da Oplonti passando per Giocchinopoli, delle fabbriche Borboniche, dei pastifici, dei movimenti operai e dei luoghi di cultura ed edifici storici.

Non si spiega da parte dei Commissari una decisione che potrebbe portare un risparmio di poco conto nelle casse comunale ma che, al contrario, se fosse valorizzato il Museo – anche attraverso il contributo offerto dallo Stato di 500mila euro per opere di edilizie pubblica destinati  agli enti sciolti per infiltrazioni camoristiche – sarebbe da volano economico economico per le strutture ricettive, per i commercianti e per nuove attività che porterebbero nuova linfa al Comune di Torre Annunziata. Inoltre  sono molteplici le risorse pubbliche per la cultura, così come dimostra la concessione dei finanziamenti da parte della Provincia e che  potrebbero arrivare da fondi regionali, statali e dal PNRR.

Chiude l’ospedale, vengono trasferiti i pompieri, il collocamento, l’Inps, lo sportello della Gori, l’ambulatorio di neuropsichiatria infantile, chiudono i servizi principali, muore l’economia e il commercio, viene chiuso, nonostante il boom di turisti nelle strutture ricettive torresi, il Museo dell’Identità. In questo contesto fioriscono malaffare e camorra.

Massimo Napolitano