È morto Rosario Iannucci, presidente e fondatore di AICOVIS, l’Associazione Italiana Contro la Violenza negli Stadi. La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio a Torre Annunziata e nel mondo dell’associazionismo sportivo e sociale, dove Iannucci era considerato una figura di riferimento per l’impegno costante nella promozione dei valori del rispetto e della legalità.
Iannucci aveva dato vita ad AICOVIS a metà degli anni Novanta, trasformandola nel tempo in una realtà attiva su tutto il territorio, impegnata nella lotta contro la violenza, il razzismo e ogni forma di discriminazione legata allo sport. Attraverso campagne di sensibilizzazione, iniziative nelle scuole ed eventi pubblici, l’associazione ha lavorato per diffondere una cultura sportiva fondata sul fair play e sulla convivenza civile.
Nel corso degli anni, sotto la sua guida, AICOVIS ha promosso numerosi progetti sociali e solidali, coinvolgendo giovani, famiglie e istituzioni. Iannucci era noto anche per gesti simbolici e iniziative di forte valore educativo, che hanno contribuito a dare visibilità nazionale all’associazione e al suo messaggio.
La notizia della sua morte arriva dopo un periodo di problemi di salute e lascia un vuoto profondo tra quanti lo hanno conosciuto e stimato. In molti, in queste ore, stanno ricordando il suo impegno instancabile e la passione con cui ha portato avanti la battaglia per uno sport più sano e inclusivo.
Rosario Iannucci lascia un’eredità importante: quella di un uomo che ha creduto nello sport come strumento di crescita, educazione e coesione sociale. Un’eredità che AICOVIS è chiamata ora a raccogliere e portare avanti nel solco dei valori che lui stesso ha indicato.

