Terremoto Turchia e Siria, oltre 1.300 i morti

Violento terremoto nella notte nel sud della Turchia, al confine con la Siria, nella regione dell’Anatolia sud-orientale. La scossa più forte è stata di magnitudo 7,7 della scala Richter, alla quale ne sono seguite altre anche molto forti. L’ultima, di magnitudo 7.6, è stata registrata nella provincia di Kahramanmaras alle 13.24 ora locale (11.24 in Italia) ed è stata avvertita anche a Damasco, in Siria, con epicentro nel distretto di Elbistan. Lo riporta l’Afad, la protezione civile turca.

Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime, che al momento sono oltre 1.300. Migliaia i feriti. ”E’ stato il terremoto più forte dal 1939”, ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan intervenendo a una riunione di governo. Almeno ”912 dei nostri cittadini hanno perso la vita e 5.385 persone sono state ferite” a causa del terremoto che ha colpito il sud della Turchia, ha affermato ancora Erdogan aggiungendo che sono finora ”2.470 le persone estratte dalle macerie” e sono almeno ”2.818 gli edifici crollati’ in Turchia. Il presidente turco ha quindi riconosciuto il lavoro ”incessante” che stanno effettuando i soccorritori. Alle 912 vittime di cui ha parlato il presidente turco vanno sommate quelle registrate in Siria, dove ci sono 326 vittime nelle aree controllate dal governo e 150 in quello sotto il controllo dell’opposizione.

“Abbiamo bisogno di aiuto. La comunità internazionale deve fare qualcosa per aiutarci, per sostenerci. La Siria nordoccidentale è un’area disastrata. Ci serve l’aiuto di tutti per salvare la nostra gente”. A lanciare la richiesta è Ismail Al Abdullah, dei Caschi Bianchi, l’organizzazione di difesa civile siriana che opera nelle aree della Siria sotto controllo dei ribelli. Da Sarmada, vicino al confine con la Turchia, Abdullah ha spiegato alla Bbc che “numerosi edifici in diverse città e villaggi della parte nordoccidentale del paese sono crollati, sono andati distrutti dal sisma. Le nostre squadre hanno risposto a tutte le richieste, in tutti i posti e in tutti gli edifici e tuttora molte famiglie si trovano sotto le macerie. Stiamo cercando di salvarle ma per noi è un compito difficilissimo”.

L’Ufficio di gestione dei disastri e delle emergenze di Ankara, che dipende dal ministero dell’Interno, ha reso noto che la prima scossa, la più forte, è stata registrata alle 4,17 ora locale (le 2,17 in Italia) ed è stata registrata a 23 chilometri a est di Nurdagi, nella provincia di Gaziantep.

Sono oltre 40 le scosse di assestamento registrate in Turchia nelle ore successive alla prima, ha riferito l’agenzia per la gestione dei disastri e delle emergenze del ministero degli Interni di Ankara. A causa della elevata magnitudo e della relativa vicinanza al mare, sia il Cat-Ingv che il Koeri hanno poi diramato un’allerta tsunami per il Mediterraneo, un’allerta di tipo Watch, ha sottolineato l’Ingv.

I voli in due aeroporti della Turchia sono stati sospesi. L’aeroporto sud-orientale di Hatay è stato chiuso a causa dei danni causati dal sisma. Sono stati inoltre sospesi i voli civili da e per l’aeroporto di Gaziantep, nel sud del paese. Ferme anche le operazioni nel porto di Ceyhan, secondo la Tribeca Shipping Agency.

Fonte AdnKronos.com