Tangenti a Sorrento, il sindaco Massimo Coppola colto in flagrante: i dettagli dell’arresto

Un clamoroso terremoto giudiziario ha colpito la città di Sorrento: il sindaco Massimo Coppola è stato arrestato in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di aver intascato una tangente da un imprenditore locale. Il fatto è avvenuto nella serata di ieri, al termine di un evento sportivo, durante una cena dove il primo cittadino avrebbe ricevuto una mazzetta di circa 6.000 euro.

L’operazione è il risultato di un’indagine portata avanti dalla Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Gli inquirenti ritengono che si tratti di un caso di induzione indebita a dare o promettere utilità, reato previsto dall’articolo 319-quater del Codice penale, che comporta pene severe: da 6 a 10 anni e mezzo di reclusione.

Massimo Coppola, avvocato 48enne, era stato eletto sindaco di Sorrento nel 2020, sostenuto da una coalizione di liste civiche e dal Partito Democratico. Figura conosciuta e apprezzata da molti nella Penisola Sorrentina, la sua amministrazione si è contraddistinta per la promozione del turismo e la valorizzazione del territorio, ma ora la sua immagine è fortemente compromessa.

La notizia dell’arresto ha suscitato sconcerto e indignazione nella comunità locale, gettando un’ombra pesante sull’intera amministrazione comunale. Diversi cittadini e rappresentanti politici hanno già espresso la loro preoccupazione, chiedendo trasparenza e chiarezza sulla vicenda.

Secondo fonti investigative, l’indagine è ancora in corso e non si esclude il coinvolgimento di altri soggetti, sia all’interno del Comune sia tra gli imprenditori del territorio.

In attesa delle prossime mosse della magistratura, il Comune di Sorrento si trova ora in una situazione di instabilità politica e istituzionale, che rischia di avere ricadute pesanti sulla

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