Tangente a Torre Annunziata, le denunce di un impiegato non prese in considerazione da sindaco e dirigente

Sembra sempre un evento eccezionale il fatto che in Italia possa esistere la categoria degli incorruttibili, le persone oneste, coloro che nonostante uno stipendio di 1400 euro al mese, con prestiti che arrivano a 300 euro e un pignoramento sulla busta paga di 100 euro, moglie a carico, monoreddito, pur lavorando in uno degli ambienti lavorativi più soggetti a episodi di corruzione possano non piegarsi alle tentazioni della collusione.

Nell’Ufficio Tecnico del Comune di Torre Annunziata ci sono anche dei piccoli esempi di rettitudine, che non si considerano “eroi”, ma hanno semplicemente svolto il proprio dovere così come è giusto che sia.

E se non hanno mai denunciato i colleghi alla magistratura, non è perché sono omertosi, ma solo perché conoscono bene quali sono i passaggi previsti dalla legge in questi casi: si espongono i fatti ai propri superiori e alle autorità individuate dall’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Lo hanno descritto come la “gola profonda” dell’Ufficio Tecnico comunale di Torre Annunziata ma, in realtà, lui non ha mai denunciato alla magistratura o alle forze dell’ordine, anche perché questi già sapevano tutto, avendo tappezzato gli uffici di microspie e messo sotto controllo i telefoni di chi poi si è fatto beccare con le mani nella marmellata.

D’altronde, “gola profonda” non avrebbe mai potuto sapere del luogo e dell’ora dell’appuntamento alle sette scogliere, dove veniva consegnata la terza bustarella, la penultima, al dirigente dell’Utc.

“Gola profonda”, però, aveva avvertito le persone che avrebbero dovuto e potuto prevenire, intervenire e denunciare.

Dal sindaco Vincenzo Ascione era andato a riferire della stranezza che le gare d’appalto con i dirigenti precedenti (Stefano Prisco, Giuseppe D’Alessio, Bruno Orrico, tutti mandati via) arrivavano al massimo ribasso mentre con Ariano, stranamente, le ditte si aggiudicavano l’appalto nonostante un minimo ribasso che di media era del 10%.

Aveva fatto notare che c’erano colleghi con molteplici incarichi di RUP, i fedelissimi se non complici, mentre lui che aveva firmato numerosi progetti non aveva ricevuto alcun riconoscimento, anzi nel cartellone del progetto del parco urbano al porto neanche sta scritto il suo nome.

Ma il sindaco aveva fatto finta di nulla e al consiglio comunale del 7 dicembre (quello del parcheggio di via Zampa, quello di 2 milioni di euro, quello della relazione in cui non c’era il ripristino dei luoghi) ancora si alzava in aula difendendo l’ex dirigente dell’Utc. E in quel consiglio comunale era presente anche il Segretario generale del Comune di Torre Annunzia, Lorenzo Capuano, deputato a verificare che la documentazione fosse regolare.

L’impiegato coraggioso aveva avvisato anche il Segretario comunale, colui che avrebbe dovuto prima raccogliere le denunce e poi difenderlo da eventuali episodi di mobbing che si sono verificati – visto che è stato l’unico a essere stato demansionato.

Nello stesso tempo, il Segretario Comunale è il responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza. A lui erano indirizzate le numerose Pec che chiedevano di verificare la corrispondenza tra prove e sospetti, così come la legge istituita dall’ANAC prevede.

Il Responsabile della prevenzione della corruzione – che non ha prevenuto, seppur in presenza delle denunce di un impiegato – lo è anche della trasparenza e anche in questo caso non è stato neanche capace di fare in modo che ci fosse limpidezza degli atti pubblici. Sono infatti numerose le segnalazioni a lui giunte da parte di cittadini che mettevano in evidenza come sul sito web del Comune mancavano molti documenti relativi alla maggior parte degli appalti (progetti esecutivi, computo metrici, etc.). Bisognava sempre ricorrere ad un accesso agli atti, ed anche in questo caso sono più le volte che non si poteva accedere agli atti non trasmessi.

“Gola profonda” non ha parlato con gli inquirenti prima, ma questi già sapevano della sua integrità – le microspie scoprono i cattivi, ma anche i buoni – e ad arresto compiuto lo hanno chiamato come persona informata dei fatti. Ma i magistrati già sapevano tutto – anzi – sapevano molto di più di quanto fosse in sua conoscenza.

In questa vicenda, c’è chi sapeva e non ha fatto nulla per prevenire. Lorenzo Capuano ancora gira per i corridoi del Comune come se non sentisse il peso etico di quanto accaduto e come se non ci fosse un po’ di colpa sua in questa vicenda, visto che la prevenzione non ha funzionato.

È ancora lì al suo posto. In un altro Paese, se non cacciato dal sindaco – che è anche lui ancora al suo posto – se ne sarebbe andato via rosso di vergogna, perché incapace se non inadempiente.

Massimo Napolitano