Spari al ristorante: in manette pluripregiudicato del clan Gallo-Limelli Vangone. Almeno 5 gli indagati

Spari nel noto hotel ristorante “Blue Marlin Club” di Boscotrecase: in manette pluripregiudicato del clan Gallo-Limelli Vangone. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Torre Annunziata hanno arrestato Luigi Manzi, uno dei punti di riferimento della cosca capeggiata da Giuseppe Gallo alias Peppe ‘o pazzo. Luigi Manzi – almeno altri cinque gli indagati – è accusato di aver sparato a Luigi Fiore nel corso di un banchetto che si stava tenendo nella serata di lunedì scorso.

Il pluripregiudicato, per il quale il Giudice Aufieri ha convalidato l’arresto, ha detto di non aver nemmeno sentito gli spari. Sarebbe cioè scappato via insieme agli altri invitati senza rendersi conto nemmeno di cosa stava realmente accadendo.

“Guardate bene i filmati – avrebbe detto ai giudici – io ero da un’altra parte”.

Dichiarazioni che però non hanno convinto i giudici. Nel frattempo, vanno avanti le indagini dei carabinieri. Almeno altri cinque gli indagati, alcuni dei quali avrebbero preso parte alla lite prima degli spari, altri avrebbero favorito la fuga del presunto autore del raid.

Manzi era stato già condannato nell’ambito dell’inchiesta “Pandora-Matrix” ed era uscito dal carcere da poco tempo. L’operazione contro la cosca di Peppe ‘o Pazzo scattò all’alba del 20 gennaio 2010 ad opera dei carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza che sgominarono l’organizzazione criminale dedita all’importazione su tutto il territorio nazionale di sostanze stupefacenti. Droga che arrivava da Spagna e Olanda dopo dirette trattative con trafficanti colombiani per poi essere trasportata in Italia e custodita presso le ville di Santi Cosma e Damiano in provincia di Latina. Da lì la droga veniva immessa sul mercato inondando soprattutto le piazze della Campania e del Vesuviano. I proventi ricavati dal traffico di stupefacenti venivano poi reinvestiti in attività di copertura godendo della connivenza di insospettabili. La gestione di alcune attività imprenditoriali era agevolata anche dai contatti con dirigenti deviati di istituti di credito che permettevano di ripulire il denaro.

Tornando al raid di lunedì sera, nelle ore immediatamente successive al tentato omicidio, era stato arrestato anche la vittima. Luigi Fiore, 46enne originario di Striano, era tornato all’ombra del Vesuvio dalla Polonia per la comunione della nipote. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione. Da un anno e mezzo circa, il 46enne se ne stava in Polonia tranquillamente. Poi la gambizzazione di lunedì sera e l’arresto.