Sistema Acea, indagato l’amministratore delegato Donnarumma

Acea, la multiutility romana che controlla anche Gori SpA, è al centro di una maxi inchiesta di tangenti.

Prima l’arresto del presidente Luca Lanzalone (nel giugno 2018 per mazzette intascate dal costruttore Parnasi), oggi l’indagine sull’amministratore delegato Stefano Donnarumma per corruzione.
Acea avrebbe sottoscritto contratti di sponsorizzazione per un valore di 50 mila euro, soldi finiti nella disponibilità del presidente del Consiglio comunale di Roma, De Vito, ora agli arresti.
Il sospetto, secondo il decreto di perquisizione con cui i magistrati hanno sequestrato documentazione nelle sedi Acea, è che De Vito abbia venduto la sua «pubblica funzione in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza, e in genere per l’asservimento della stessa agli interessi di Stefano Donnarumma».
Donnarumma avrebbe pure affidato delle consulenze (sempre attraverso Acea) a un altro sedale nel settore del recupero crediti.
Tutto questo succedeva mentre l’integrazione tra Acea e Gori diventava sempre più stretta, un unico sistema di gestione.