Sciopero di 24 ore per il personale EAV: disagi sulla linea Napoli-Sorrento e nel Vesuviano

«Leggiamo con estrema preoccupazione un’intervista al capo del personale dell’EAV in cui dice praticamente che le organizzazioni sindacali dovrebbero fare sciopero solo se gli sono simpatiche e “per giunta” quando gli fa comodo».

Così in una nota i rappresentanti sindacali di OR.S.A. AUTOFERRO-TPL Campania. 

«Invece, purtroppo per lui, nella triste realtà della vita esiste, in ordine di importanza: la Costituzione, le leggi sulla rappresentatività sindacale dei lavoratori, le leggi (ferree) che regolamentano lo sciopero nel settore dei trasporti, la libera adesione dei lavoratori, ma forse ne ignora il vero significato, eppure per ricoprire il posto che occupa le dovrebbe conoscere bene, chissà…».

Poi ancora: «Quando l’OR.S.A ha spostato questo sciopero per più di 40 giorni, perché l’EAV non ha approfittato per programmare un incontro e trovare una intesa? Solo la Prefettura ne ha sentito l’esigenza invitandoci ad una riunione dove era evidente il boicottaggio della stessa da parte aziendale. Inoltre, quando il direttore parla di trovare un modo per evitare lo sciopero dimentica oppure omette un po’ di cose».

Questi i punti contestati dai sindacati.

  • 1) Non si è mai fatto carico di convocare il Sindacato OR.S.A. per trovare una soluzione alle problematiche che definisce quasi banali, mentre sono addirittura più di due anni che non trovano soluzione.
  • 2) Siamo stati noi che, sensibili all’invito del Presidente De Gregorio, abbiamo chiesto un incontro al dirigente del trasporto, incontro poi naufragato nel momento stesso in cui, sempre il direttore del personale, telefonicamente, ha preteso prima la revoca dello sciopero.
  • 3) In sede di convocazione  in Prefettura, invece di essere conciliante e partecipativo, non ha trovato di meglio da fare che aggredire verbalmente il nostro Segretario Regionale.

«Crediamo che se uno sciopero proclamato da un Organizzazione Sindacale, che “rappresenta solo l’8%”,  e blocca la città, forse una domanda ce la dovremmo fare. Invece parliamo di eliminare il problema, minacciando precettazioni (non sappiamo con quale autorità); precettazioni non fatte, perché lo sciopero è legittimo e non esistono i presupposti. Ed ancora, minacciando cambi di leggi che “cancellino” il problema, ma non sappiamo a che titolo egli possa affermare di parlare così, qual è la sua rappresentanza, che percentuale ha?

I suoi sono solo auspici che, senza alcun dubbio, necessitano di un periodo di tempo moooolto lungo; si farebbe sicuramente prima a sostituire il capo del personale, i risultati si vedrebbero sicuramente».