Ieri sera si è tenuta un’assemblea pubblica all’interno della sede Pd di Scafati sul tema del trasporto pubblico e della viabilità. Una assemblea partecipata durante la quale si è discusso dei problemi e proposto soluzioni. “Perché la politica è innanzitutto questo: interpretare la realtà per cambiarla”.
E così – dopo gli appuntamenti sulle politiche sociali, sul Piano Lavoro, sul ciclo di raccolta dei rifiuti e sull’ospedale – si è discusso di come liberare la città dal traffico e di come garantire trasporti efficienti, sicuri e decorosi da e per Scafati.
“Discussione, confronto propositivo su problematiche sentite e alle cui soluzioni siamo chiamati e impegnati a dare sia un contributo politico programmatico sia di mobilitazione – ha sottolineato Franco Vuolo, esponente cittadino del Pd ed esperto del settore -. Il tema è stato riassunto molto efficacemente nel manifesto con cui abbiamo annunciato questa iniziativa: “Scafati in movimento”. Quindi non solo trasporti nell’accezione consueta (il bus, il treno), ma anche i legami che essi hanno con la vivibilità di una città, l’ambiente, l’assetto del territorio e gli investimenti, la sicurezza per gli utenti e i lavoratori, l’accessibilità e il lavoro.
L’ispirazione che ci guida è sempre quella che ha guidato la sinistra italiana e il riformismo progressista: il trasporto come sistema. Il muoversi è libertà ed è bene ricordare che la mobilità è un diritto costituzionalmente garantito. E’ ovvio che tali temi generali non possono essere approfonditi nel dettaglio, ci vorranno altre occasioni, ma da essi derivano le proposte che facciamo. Intanto partiamo da quello che appunto si muove sul nostro territorio e parlo del bacino agro-nocerino-sarnese, in cui Scafati è inserita anche se per la sua particolarità subisce e consegna notevoli spostamenti con Napoli”.
I NUMERI
Circa 125.000 spostamenti giornalieri di cui il 71% interni al bacino, è cioè tra i Comuni che ne fanno parte (56% intracomunale e 15% extracomunale), con il 20% in uscita dal bacino e circa il 10% in entrata. Possiamo sicuramente dire che negli spostamenti interni nel singolo comune e tra comuni la fa da padrone il mezzo privato. Esso è meno presente per la domanda in entrata e in uscita.
Qui la domanda restante viene coperta dal 26% dai servizi ferroviari e dal 42% da quello automobilistico. La modalità in generale prevalente quindi è il mezzo privato (95% e 78% interni e 60% e 72% per quelli entrata e in uscita) e l’autobus è particolarmente utilizzato per gli spostamenti in uscita dal bacino. Questi spostamenti vanno verso Napoli, il bacino di Fisciano, quello Vesuvio Costiero e Salerno, e gli spostamenti diretti nel Bacino in esame provengono principalmente dal vesuviano interno e dal costiero. Non è stata sempre così questa ripartizione.

“Una delle cause – ha aggiunto Vuolo – fu la crisi del trasporto locale del 2010 comportò, lo voglio ricordare, circa il 25% di riduzione delle risorse finanziarie, ed un forte ridimensionamento dell’esercizio ferroviario (ma anche automobilistico), in particolar modo di quello gestito da EAV e quello della linea in cui Scafati è inserita. Una crisi finanziaria le cui conseguenze hanno avuto forti ripercussioni, e superata da un forte investimento del nostro governo e della volontà della regione da noi amministrata di rilanciare EAV.
Se oggi possiamo avanzare proposte è perché si sta investendo e le prime conferme le abbiamo avute dall’intervento dell’ingegnere Gattuso che a nome dell’EAV ha confermato l’acquisto di nuovi elettrotreni. Noi proponiamo una revisione del programma di esercizio dell’EAV sulla linea Poggiomarino – Napoli con l’inserimento di ulteriori corse con caratteristiche diverse (Direttissimi), tali da ridurre i tempi di percorrenza di arrivo a Napoli, e studiando le tracce tali da verificare il passaggio per il centro direzionale. Pensiamo che non solo sia possibile ma che sia una priorità se vogliamo riportare al servizio pubblico una quota di utenza (molto alta per i cittadini di Scafati) che ha lasciato il mezzo pubblico per quello privato. Anche qui una ipotesi realizzabile e prevista da EAV può essere un esercizio con 46 corse e quattro direttissima, ipotesi molto vicina alle nostre proposte”.
Contemporaneamente, dal lato infrastrutturale, Scafati è molto interessata al raddoppio tra Torre Annunziata e Pompei città. Questo investimento realizzato solo in parte al momento non ha visto ripercussioni sui tempi di percorrenza, in quanto non si è realizzato il doppio binario che porta notevoli benefici al servizio, perché elimina gli incroci e i passaggi a livello, con ottime ricadute sul traffico veicolare: e potrebbe anche allungare l’orario di apertura di esercizio della linea che oggi è più limitato del passato. Non c’è dubbio che portare il raddoppio a Pompei ci darebbe l’occasione per proporre l’allungamento a Scafati e oltre.
“Un nuovo programma di esercizio – ha concluso Vuolo – ha bisogno di più treni, sia quelli che vengono da una attività di revamping (ricostruzione) sia quelli nuovi, dotati di tutti i confort anche in termini di sicurezza del viaggio. Noi sosteniamo tutte le misure di finanziamento che vanno in questa direzione: treni nuovi e più efficienti comportano minori ritardi, puntualità e maggiore sicurezza in quanto dotati di video sorveglianza. Questi temi sono molto sentiti dalla cittadinanza.
Scafati è sede di diversi istituti scolastici e molti studenti si recano fuori la nostra città per andare a studiare”.

