Con un’interrogazione a risposta scritta e orale depositata il 27 gennaio 2026, il consigliere comunale Umberto Cirillo (FI) ha chiesto all’Amministrazione di Boscoreale di chiarire se intenda estendere anche ai tributi locali la cosiddetta rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Il quesito è stato formalmente indirizzato al Sindaco Pasquale Di Lauro e all’Assessore ai Tributi, con l’obiettivo di fare piena luce sulle intenzioni dell’ente in merito all’adesione comunale alle nuove definizioni agevolate previste dalla normativa statale.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la nuova misura di “rottamazione locale” consente anche ai Comuni di prevedere strumenti di regolarizzazione dei carichi pregressi relativi a tributi di propria competenza, quali IMU, TARI, sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada e altri tributi locali. Tuttavia, l’applicazione della misura non è automatica e richiede una specifica deliberazione consiliare, in virtù dell’autonomia regolamentare riconosciuta agli enti locali dall’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997.
Il consigliere proponente sottolinea come la tempestività decisionale rappresenti un elemento cruciale: ritardi o incertezze potrebbero infatti compromettere l’efficacia della rottamazione quinquies, riducendo l’impatto positivo atteso sul tessuto economico locale, in particolare su imprese e professionisti che attendono indicazioni chiare per valutare l’adesione alla misura.
Nell’atto ispettivo viene inoltre richiamata la recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha ribadito come l’adesione alle definizioni agevolate costituisca una scelta volontaria e consapevole, idonea a precludere successive contestazioni giudiziarie. Un aspetto che rende ancora più rilevante la necessità di una regolamentazione comunale chiara, trasparente e fondata su valutazioni tecniche puntuali.
Tra i quesiti posti all’Amministrazione figurano anche quelli relativi all’impatto finanziario dell’eventuale adesione: si chiede se siano già state effettuate stime sui crediti potenzialmente interessati, sulle maggiori entrate derivanti dalla regolarizzazione e sulla compatibilità della misura con gli equilibri di bilancio dell’ente, nel rispetto dell’art. 162 del TUEL.
L’interrogazione richiama infine l’orientamento della Corte dei Conti, che ha ritenuto legittime le sanatorie locali purché non compromettano la solidità finanziaria dell’ente e non si traducano in strumenti ricorrenti di copertura delle mancate entrate. In quest’ottica, viene prospettata la possibilità di una regolamentazione selettiva, capace di escludere le ipotesi di evasione rilevante e di favorire la regolarizzazione dei casi di inadempimento legati a oggettive difficoltà economiche.
La richiesta si conclude con l’auspicio che la questione venga calendarizzata e discussa in tempi rapidi in Consiglio comunale, al fine di garantire certezza normativa ai contribuenti e pari condizioni di accesso a una misura che potrebbe incidere in modo significativo sul rapporto tra cittadini e fisco locale.

