Basta violenze sugli operatori sanitari. Medici e infermieri fanno scattare la rivolta contro le continue aggressioni in ospedale, mentre visitano i pazienti. Questa sera P a resadiretta, la nota trasmissione in onda su RaiTre in prima serata, medici e infermieri hanno palesato le numerose problematiche degli ospedali. Soltanto ieri sera e stanotte si sono state due aggressioni in altrettanti ospedali napoletani.
In particolar modo, l’attenzione è stata posta sulle continue violenze subite proprio da chi cerca semplicemente di fare il proprio lavoro. Negli ultimi giorni ci sono stati ben 2 episodi di violenza a Napoli, uno al pronto soccorso del Cto mentre, poche ore prima, ce n’era stato un altro all’ospedale Villa Betania.
Il servizio di Presadiretta parte dall’intervista di Anna Procida, un’infermiera in servizio al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli) che la sera del 3 gennaio scorso, è stata aggredita.
Le conseguenze dell’aggressione sono state numerose: frattura dell’incisivo superiore destro mediale, infrazione delle ossa nasali, una ferita lacero contusa al labbro superiore, suturata con un punto riassorbibile, una vistosa tumefazione al lato destro del volto, una lombalgia post traumatica e un severo stato di agitazione psicomotoria. La vittima aveva chiesto ai parenti di un paziente di uscire dalla sala del codice rosso.
Anna Procida ha raccontato i dettagli di quella violenza dichiarando che quella sera l’aggressore è stato allontanato “altrimenti avrebbe continuato”. Nella medesima trasmissione è intervenuto anche il Primario di Emergenza Urgenza dell’ospedale San Leonardo, Dott. Pietro Di Cicco per evidenziare le problematiche del San Leonardo ma che in realtà accomunano tutta Italia: “Per me l’emergenza è la cosa più bella della medicina. Purtroppo mantenere un personale a lavorare con dei ritmi che soprattutto con delle esasperazioni del genere, devono subire attacchi verbali o addirittura fisici, bisogna motivare queste persone. Chi lavora in questo reparto fa 6-7-8 notti al mese, non esistono festivi. Dovremmo essere 24 medici ma siamo solo in 7”.
“Sono 6 anni che facciamo concorsi con cadenza semestrale ma ci sono stati concorsi in cui non si è presentato neanche un medico” conclude il primario.
La situazione negli ospedali è dunque problematica e spesso ci si trova in situazioni in cui dottori e infermieri vengono aggrediti nonostante stiano cercando di fare al meglio il proprio lavoro.
Francesco Pio Scaramozza

