Riforma del Processo Penale: via libera del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri del 13 febbraio 2020, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, ha approvato un disegno di legge che prevede deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e norme per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’appello.

Modifiche al Codice di rito penale Il disegno di legge contiene specifiche previsioni di delega finalizzate alla riforma del Codice di procedura penale, da attuarsi entro un anno dall’entrata in vigore della stessa legge di delega, presentando un duplice obiettivo: Semplificazione, aumento della celerità del procedimento. Le novità Le previsioni riguardano ambiti di intervento variegati: modifica sulle notifiche: tutte le notifiche successive alla prima, che in ogni caso dev’essere inevitabilmente effettuata all’imputato, siano effettuate al difensore, anche per via telematica; ridefinizione della durata delle indagini preliminari: il disegno di legge individua tre termini di durata, collegati alla gravità del reato su cui si indaga, e cioè: sei mesi per i reati meno gravi, un anno per quelli ordinari, diciotto mesi per i reati di maggiore allarme sociale e per quelli associativi di stampo mafioso o di natura terroristica o definibili di particolare complessità per il numero di imputati o di capi di imputazione.

A ciò si aggiunga che: la durata sarà prorogabile una sola volta, di sei mesi, su istanza del p.m., con provvedimento del G.I.P.; scaduto il termine massimo di durata delle indagini preliminari, il p.m. sia tenuto, entro un ulteriore lasso di tempo di 3, 6 o 12 mesi a seconda della tipologia di reato, a richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale. Decorso tale termine, il p.m. sarà tenuto a notificare all’indagato la fine delle indagini e a svelare il contenuto degli atti relativi.

Sarà quindi facoltà delle parti richiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione; disposizioni preordinate a ridurre il numero di processi che giungono alla fase dibattimentale, con criteri più stringenti in relazione alla regola di giudizio a cui il pubblico ministero e il G.U.P. devono attenersi per l’esercizio dell’azione penale o l’accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio; la previsione che, nel redigere il programma organizzativo della Procura della Repubblica, il Procuratore indichi i criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale, da pattuire col Procuratore generale e col Presidente del Tribunale, sulla base: della specifica realtà criminale e territoriale, delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche a disposizione dell’ufficio; l’introduzione della valutazione del giudice in merito alla eventuale retrodatazione dell’iscrizione dell’indagato nell’apposito registro e la conseguente sanzione di inutilizzabilità degli atti di indagine realizzati a termini già scaduti; l’estensione della possibilità del patteggiamento a tutte le ipotesi di reato alle quali sia applicabile, in modo globale, una pena inferiore agli otto anni, rispetto agli attuali cinque, riequilibrata da un ampliamento dell’elenco dei reati che escludono a priori il patteggiamento; norme per l’incentivazione del ricorso al giudizio abbreviato condizionato, sul calendario delle udienze e sui termini di deposito delle perizie; disposizioni finalizzate all’abbattimento e alla velocizzazione dei procedimenti in corso presso le Corti d’appello, e cioè: la possibilità di impiegare i giudici onorari ausiliari, un aumento dell’organico dei giudici onorari ausiliari di 500 unità, dagli odierni 350 a 850, l’autorizzazione all’assunzione, con contratto a tempo determinato di 24 mesi, anche in soprannumero, di 1.000 unità di personale amministrativo; norme in materia di sospensione della prescrizione.

Modifiche al Codice Penale sulla prescrizione Le modifiche dovrebbero interessare anche il Codice penale, in modo da prevedere che: il corso della prescrizione resti sospeso dalla pronunzia della sentenza di condanna di primo grado e fino alla data di esecutività della sentenza, la prescrizione riprenda il suo corso dall’esecutività, i periodi di sospensione siano computati, quando la sentenza di appello proscioglie l’imputato o annulla la sentenza di condanna nella parte relativa all’accertamento della responsabilità o ne dichiara la nullità ai sensi dell’articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis del codice di rito penale.

Articolo a cura dell’avvocato #LauraBiarella