Riapre il Parco Archeologico di Paestum, tra i primi musei in Italia a ripartire

L’emergenza coronavirus non ha permesso le visite ai musei. Ma ora, con la fase 2, si è finalmente pronti a ricominciare in sicurezza. Tra i primi siti archeologici a riaprire in Italia, spicca il Parco Archeologico di Paestum-Velia, in provincia di Salerno. Proprio ieri sono state riaperte al pubblico le visite, ovviamente con le dovute precauzioni.

Gli ingressi al parco sono infatti contingentati: prima di entrare, ai visitatori viene misurata la febbre tramite termoscanner. Persiste ovviamente l’obbligo di indossare mascherine, mentre sono stati installati all’interno dell’area del sito archeologico dei dispenser, per potersi lavare le mani.

Si segue al momento un itinerario fisso, mentre, al fine di garantire la sicurezza, è di grande utilità l’app Paestum, che tramite un aggiornamento segnala le presenza nel parco e allerta il turista in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Nella giornata di ieri hanno preso parte all’inaugurazione alcuni ragazzi autistici accompagnati dalle loro famiglie, nell’ambito di un progetto portato avanti dal Parco archeologico di Paestum già da due anni, in collaborazione con l’associazione Cilento4all Il Tulipano. “Siamo molto contenti di poter finalmente ripartire in sicurezza e rilanciare la cultura in questo periodo difficile — afferma il direttore del sito archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel — Ricominciamo, lavorando in modo particolare con il territorio”.

Presente nel parco anche un’area nuova, dedicata ai bambini, i quali potranno finalmente svagarsi e stare all’aperto, riuscendo ad unire l’utile al dilettevole, cioè imparare qualcosa della storia e dell’archeologia di Paestum, ma giocando.

Dario Gargiulo