Portici, effetti del lockdown: i sensori annusa-smog disegnano la mappa della qualità dell’aria

Il Progetto Air Heritage — cofinanziato dal FESR nell’ambito dell’Iniziativa Urban Innovative Action con capofila il Comune di Portici con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria — ha cercato di analizzare gli effetti del lockdown imposto dalla pandemia del Covid-19 anche attraverso il monitoraggio civico realizzato all’avvio nella Fase 2 quando sono state in parte ridotte le iniziali misure di confinamento.

L’assessore all’Ambiente del Comune di Portici, Maurizio Minichino, già a partire dalla fase di redazione del progetto, ha voluto intraprendere un percorso di coinvolgimento della cittadinanza, non solo nelle attività di monitoraggio previste, ma anche, e soprattutto, per creare una rete territoriale per la costruzione di politiche ambientali sostenibili.

Pertanto i volontari coordinati di Legambiente Campania hanno ricevuto ciascuno un dispositivo MONICA equipaggiato con algoritmi di intelligenza artificiale capaci di convertire i valori grezzi riportati dai sensori in stime concentrazionali.

“I componenti ad intelligenza artificiale basati su reti neurali — afferma Elena Esposito del laboratorio FSD-SAFS dell’Enea — sono stati addestrati con una campagna di collocazione in campo presso un laboratorio mobile di ARPA Campania nei mesi immediatamente precedenti il lockdown con una tecnica affinata negli anni nel nostro laboratorio”.

“La campagna in Fase 2, ancora con le scuole chiuse e il ricorso significativo allo smartworking” prosegue Anna Savarese, PM per Legambiente Campania di Air Heritage, “fa seguito al sondaggio da noi effettuato con il contributo anche di Chiara Vassillo del Dipartimento di Agraria di UNINA prima dell’avvio della Fase 2 per ottenere una “fotografia” della percezione della qualità dell’aria in condizioni di lockdown, ma largamente possibili se gli stessi abitanti e frequentatori  della cittadina vesuviana  adottassero, anche agevolati nel farlo, una mobilità più sostenibile”.

“Con la riapertura delle scuole, saremo pronti per una campagna di monitoraggio molto più massiva sfruttando una flotta di decine di nuovi MONICA equipaggiati con sensori di particolato” spiega Saverio De Vito, coordinatore scientifico del progetto UIA Air Heritage. “Questo ci permetterà di incrementare ancora la risoluzione spazio-temporale delle mappe già ottenute e prodotte da ENEA al termine di questa campagna di monitoraggio civico in fase 2 post Covid-19”.

In figura: un grafico della densità di misura sui percorsi effettuati dai volontari, un numero maggiore di misure corrisponde ad una incertezza inferiore nella misura della media concentrazionale dell’inquinante.

 

“Questa campagna — afferma Antonio Gallozzi di Legambiente Campania — è stata resa possibile grazie all’impegno dei volontari di Portici, in particolare delle Associazioni BLab, Comitato Beni Comuni Portici, Più orti in città, Communitas Vesuviana che hanno espresso una determinazione non comune monitorando la qualità dell’aria per 15 giorni per quasi tutte le sessioni loro proposte”.

Foto in evidenza: mappa riportante la concentrazione media di NO2 rilevata nei punti della griglia durante la fase di monitoraggio. È possibile individuare zone di emissione e accumulo dell’inquinante in corrispondenza di incroci e strade ad alto traffico autoveicolare insieme ad hotspot dovuti, probabilmente, ad effetti di canyon urbano.