Portici, 4 defibrillatori installati in punti strategici della città

Portici. Quattro sono i minuti “preziosi” per poter salvare una persona in arresto cardiaco. E quattro saranno anche i defibrillatori sparsi per la città della Reggia. Un brevissimo lasso di tempo che non sarà più impiegato per l’attesa dei mezzi di soccorso, ma che permetterà di agire tempestivamente.

I primi tre apparecchi sono stati già collocati nei punti strategici del territorio, mentre un quarto sarà collocato a breve. A darne una prima dimostrazione nel caotico corso Garibaldi è stato il dottor Pino Lubrano (anestesista rianimatore e primario all’ospedale di Oliveto Citra) su un manichino adagiato nell’androne di un palazzo. In realtà il medico ha semplicemente seguito le indicazione che l’apparecchio ha fornito non appena entrato in funzione.

Il dispositivo potrà infatti essere utilizzato da chi ha semplicemente conseguito un breve percorso formativo, dato che la diagnosi medica sarà effettuata dallo stesso defibrillatore. Non ci sarà, quindi, il legittimo timore di azionarlo quando non necessario. Al momento i tre apparecchi si trovano al molo del Granatello, in viale da Vinci e al corso Garibaldi. Mentre un quarto sarà disposto in via Diaz.

“Il progetto – spiega il sindaco Cuomo – nasce anche su un’idea del dottor Scala e del dottor Lubrano, i quali hanno più volte sollecitato le amministrazioni precedenti a poter dotare di defibrillatori la nostra città. Abbiamo lavorato in sinergia con l’Asl per poter creare le condizioni necessarie anche per la formazione degli operatori. Il consigliere Roberto Arpaia ha invece fatto da tramite tra gli uffici e i medici volontari Scala e Lubrano, per poter dar vita a questo progetto. E’ un risultato che mi rende molto orgoglioso”.

A proposito di formazione, l’assessore alla Sicurezza Maurizio Capozzo ha chiarito che grazie a un accordo precedente, gli ausiliari del traffico hanno già seguito i corsi di primo soccorso e sono quindi in grado di utilizzare i defibrillatori.

“Per noi una persona in arresto cardiaco non è una persona morta – commenta il dottor Scala, cardiologo e direttore del Centro Cardio Service di Portici – ma è una persona che ha il cuore fermo per cui facendo un massaggio cardiaco e usando il defibrillatore la teniamo in vita in attesa dei nostri mezzi. Ci sono casistiche che dicono che iniziando subito una defibrillazione il paziente può riprendere una vita completamente normale”.