Politica e Camorra a Torre Annunziata: i collegamenti tra politici e imprenditori

Quello che emerge dalle indagini della DDA di Napoli sul Comune di Torre Annunziata è un quadro inquietante, in cui si intrecciano camorra, politica e affari. La lista degli indagati è lunga e comprende consiglieri comunali, esponenti della giunta, sindaco e dirigenti. Le indagini sono il prosieguo dell’inchiesta che, nei mesi scorsi, portò agli arresti del dirigente dell’Ufficio Tecnico Nunzio Ariano e dell’allora vicesindaco con delega ai lavori pubblici Luigi Ammendola.

Tra gli indagati ci sono anche l’attuale presidente del consiglio comunale Giuseppe Raiola, quello precedente Rocco Manzo.

Tra i nomi che spiccano nell’inchiesta, l’attuale assessore ad Attività Produttive e Porto, l’avvocato Luisa Refuto, e l’architetto Gino Di Donna, nuovo responsabile dell’UTC, subentrati dopo che il ciclone delle indagini aveva già scoperchiato il sistema tangentizio precedente dal quale sembravano aver tratto la giusta lezione.

Ruolo principale in questa vicenda il sistema di una rete di collegamenti politici – imprenditoriali messo su da Salvatore Onda, cognato della consigliera comunale Maria Oriunto (anche essa indagata), impiegato presso la PrimaVera.

Lorenzo Diana – per un breve periodo di tempo vicesindaco e assessore alla legalità e che inspiegabilmente ha rassegnato le sue dimissioni nonostante avesse annullato alcuni appalti irregolari – ritorna ad attaccare un sistema che alla prova dei fatti non stato capace di demolire.

Anche l’ex consigliere regionale Antonio Marciano chiede uno scatto di dignità ai consiglieri comunali del Pd pretendendo «le dimissioni del gruppo consiliare comunale» e chiedendo al Ministro dell’Interno una accelerazione su quelli che sono gli atti che deve produrre la commissione d’accesso».

Massimo Napolitano