Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato e la G.d.F. hanno in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di n.7 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso – per avere fornito un contributo concreto all’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei Casalesi”, causalmente idoneo a conservare ed a rafforzare l’associazione mafiosa nel perseguimento dei suoi scopi – e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p.
In carcere sono finiti Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, e un noto imprenditore di Castellammare di Stabia, scarcerato appena ieri e sottoposto agli arresti domiciliari per motivi di salute.
Ma proprio sulla posizione dell’imprenditore, si sta venendo a creare un vero e proprio caos. Attualmente, infatti, l’imprenditore stabiese è detenuto al carcere di Secondigliano (Napoli). Con il provvedimento di ieri pomeriggio, il Tribunale gli ha concesso gli arresti domiciliari. Trasferimento (gli arresti casalinghi) che doveva avvenire nella giornata di oggi. Poi in mattinata la notifica della nuova ordinanza da parte del Gip di Napoli. Conseguenze?
Almeno per ora l’imprenditore resta in carcere. Tuttavia, la difesa dell’imprenditore stabiese (rappresentata dall’avvocato Michele Riggi) ha presentato istanza al Tribunale rappresentando la necessità degli arresti domiciliari per incompatibilità al regime carcerario, così come disposto dal giudice ieri pomeriggio.
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