Finiscono agli arresti domiciliari Luigi Di Cristo e Pasquale Sorrentino, entrambi residenti a Poggiomarino, accusati di aver messo un ordigno esplosivo la sera dello scorso 23 agosto all’ingresso dell’abitazione del padre di Di Cristo, a Terzigno.
Alla base del raid – secondo quanto ricostruito in aula – la gestione del denaro da parte del padre di Luigi Di Cristo. Il giovane aveva chiesto del denaro al papà per sposarsi perché la sua fidanzata era incinta. Il papà gli aveva chiesto qualche mese di tempo perché era imminente il matrimonio di un’altra figlia Rita, già programmato da tempo per giovedì scorso, il giorno successivo al raid.
Ma il giovane, preso da un raptus di follia, ha deciso di fargliela pagare. E, mentre parenti e amici festeggiavano l’addio al nubilato con un cantante neomelodico in un noto locale di Torre Annunziata, Luigi Di Cristo e Pasquale Sorrentino si stavano organizzando per piazzare la bomba.
IL RAID. Mercoledì notte ha posizionato un ordigno davanti l’abitazione del padre, a Terzigno, su via Panoramica. L’esplosione è stata potentissima: ha causato gravi danni alla facciata dell’edificio, danneggiato 4 auto in sosta e anche un’auto che in quel momento passava di lì, guidata da un 76enne che ha riportato lievi escoriazioni. Il fortissimo rumore ha portato le pattuglie di carabinieri presenti in quel momento nei paraggi nel punto da cui proveniva il rumore.
In quegli istanti si trovavano lì anche Di Cristo e l’amico che si stavano allontanando in sella a uno scooter con la targa nascosta da nastro adesivo ma i militari hanno capito che avevano a che fare con la bomba e li hanno bloccati.
Luigi Di Cristo aveva ammesso di aver compiuto il gesto ed ha spiegato il motivo; l’amico lo aveva aiutato a compiere il raid. Entrambi erano stati arrestati dai carabinieri della stazione di Boscoreale e portati in carcere.

