I due giovani ritenuti responsabili della morte del 18enne Pasquale Nappo si sono costituiti alle forze dell’ordine, sostenendo di non avere l’intenzione di uccidere il ragazzo. Secondo le versioni da loro fornite, l’episodio sarebbe scaturito da una lite degenerata in una reazione sproporzionata.
I due hanno ricostruito un contesto fatto di tensioni accumulate. Avrebbero detto che erano stati aggrediti o minacciati da un gruppo di giovani a Boscoreale e che in risposta erano tornati in piazza per “dimostrare forza”. A quel punto, avrebbero sparato colpi d’arma da fuoco in modo non mirato, senza l’obiettivo predefinito di compiere un delitto. “Sparare alla cieca” è la frase usata per descrivere la dinamica dell’azione armata.
La Procura di Torre Annunziata ha emesso nei confronti dei due giovani provvedimenti di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Le indagini continueranno per verificare la veridicità delle affermazioni, accertare il movente, stabilire se il ragazzo fosse un obiettivo oppure un bersaglio accidentale, e chiarire ogni dettaglio rimasto oscuro della notte fatale.

