Nuova protesta degli operai della Whirlpool Napoli: in mattinata occupato l’aeroporto di Capodichino – Il Video

Non si ferma la protesta dei lavoratori della Whirlpool di Napoli. Alla buon ora tutti gli operai della multinazionale americana hanno deciso di manifestare all’aeroporto di Capodichino, occupandolo simbolicamente. Il proprio striscione mostrato in bella vista sulla balaustra dell’androne mentre si levano i cori di protesta contro la multinazionale che vuole dismettere il sito produttivo di via Argine.

Non ci stanno gli operai, vogliono che si arrivi in tempi rapidi a una soluzione alla propria vertenza, e chiedono risultati repentini dal tavolo perenne istituito al MISE; anche perché i due mesi di stipendio garantiti dall’azienda a gennaio finiranno, e dopo ci sarà la disperazione nelle famiglie potrà assumere toni più esasperati.

Gli operai delle restanti quattro aziende presenti nel territorio italiano sono preoccupati che gradualmente anche i propri siti vengano dismessi. La solidarietà tra tutte le maestranze italiane è concreta: le assemblee sindacali hanno deciso il blocco degli straordinari. Inconcepibilmente la multinazionale – per tutta risposta – ha assunto 700 interinali per far fronte all’aumento produttivo richiesto.

Come mai – si chiedono i sindacati – a fronte di una richiesta di maggiore produzione si chiude la fabbrica napoletana, come mai al nord si assumono interinali e si lasciano fermi gli operai napoletani?

Non si capacitano i dipendenti, lo stabilimento di Napoli è una fabbrica d’eccellenza che non ha mai fallito gli obiettivi produttivi, hanno ricevuto anche riconoscimenti aziendali, le maestranze hanno lavorato sodo e il tasso di assenteismo è stato sempre molto basso.

Ma le domande senza risposta sono molteplici, i lavoratori chiedono che vengano rispettati gli accordi del piano industriale del 2018 e la loro protesta non si fermerà fin quando non si giungerà ad un soluzione che preveda la riattivazione del ciclo produttivo
Rosario Rappa – segretario della Fiom di Napoli – è perentorio: “Il sindacato aspetta un segnale dalla politica nazionale, e gli impegni assunti negli anni passati devono essere rispettati. Il cerino in questo momento lo ha in mano il governo Conte che ci deve prospettare una soluzione in tempi brevi. Napoli può e deve continuare la produzione di elettrodomestici di bassa, media e alta gamma, non si deve permettere che il ciclo produttivo venga spostato nei paesi dell’est; ciò significherebbe il fallimento delle politiche industriali della politica italiana, perché questa della Whirlpool Napoli è la vertenza simbolo della manifattura italiana”.

Al grido “NO WHIRLPOOL, NO NAPOLI e LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI”, le tute blu con il marchio della loro azienda e le donne che reggono lo striscione, lasciano l’aeroporto ma non lasceranno che la loro lotta per la dignità non abbia la giusta risposta che si trova solo nel proseguimento del ciclo produttivo e nella dignità del lavoro dei 355 operai napoletani.

Le assemblee pubbliche proseguiranno e continueranno a svolgersi nei luoghi più rappresentativi della città certi della solidarietà di tutti i napoletani e non escludono di manifestare anche in altre città ora che la vertenza Whirlpool ha assunto un carattere nazionale.

Massimo Napolitano