Gli scossoni provenienti dallo scandalo corruzione e il conseguente azzeramento della giunta ancora non sono riusciti a far trovare la quadra al sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, il quale avrebbe potuto nominare una giunta di tecnici di sua fiducia per portare in porto la barca di un’amministrazione che difficilmente riuscirà a superare lo scoglio delle prossime elezioni.
Il tema mare è la giusta metafora per quello che è accaduto in questo periodo e dimostra che siamo in presenza di una nave senza nocchiero – 700 anni dalla nascita di Dante, 702 dalla fondazione di Torre – che si barcamena tra gli assessori “tecnici” e quelli politici, provocando malumore tra i componenti della maggioranza, in particolare tra i consiglieri del Pd che avevano chiesto il commissariamento della dirigenza della sezione ma non si aspettavano che fossero loro i veri commissariati.
Infatti, la Federazione provinciale guidata da Marco Sarracino ha imposto i due nomi, Lorenzo Diana e Stefania Caiazzo, cercando in terre straniere figure politiche spacciate per tecniche, come se Torre non fosse in grado di esprimere equivalenti professionalità, mentre i sei consiglieri Dem sono rimasti senza la possibilità di indicare una guida politica all’interno della giunta.
Altri due nomi sono di espressione diretta del sindaco che dovrebbe confermare l’avvocato Raffaele Pignataro, mentre ci sarebbe l’ingresso in giunta per Anna Vitiello con delega alla cultura, da sempre animatrice con la sua associazione di eventi culturali molto seguiti dalla cittadinanza torrese.
Fuori dai giochi le incolpevoli Annamaria Papa e Maria Palmieri – nominati poco prima dello scandalo che ha portato all’azzeramento della giunta – e Luigi Cirillo il quale però scalpita per ritornare in giunta – anche se dalla lista dei nomi manca quello di un altro componente in quota rosa – mentre i transfughi del centrodestra passati in maggioranza con a capo Avitabile e indirizzati da Lafranco ancora devono proporre il proprio riferimento. Questi sarebbero i soli a ricevere il privilegio di indicare un nome politico espressione della loro forza in consiglio comunale.
I componenti della lista dei Progressisti e Democratici invece stanno spingendo per proporre un proprio nome come Presidente del Consiglio, dopo che Manzo ha rassegnato le dimissioni dalla carica, mentre restano a bocca asciutta gli altri componenti della maggioranza sempre che se non si accontentino di qualche delega (insignificante) offerta ai consiglieri.
Mercoledì 20, intanto, è stato convocato il consiglio comunale su alcuni temi scottanti, riduzione Tari, concessioni balneari e cisterne e, contemporaneamente, si terrà con un flash mob all’esterno del municipio in cui i cittadini terranno in mano delle funi da marinaio simboleggiando il legame con la città e con le origini legate al mare, le stesse corde serviranno a tenere distanziati i partecipanti per le regole antiCovid.
Le opposizioni insieme ai sindacati e alle associazioni a cui sarà consentito dire la propria in quella seduta, forti di questo rinnovato moto della cittadinanza, chiederanno nuovamente che il sindaco Vincenzo Ascione presenti le proprie dimissioni e consenta ai cittadini di poter ritornare alle urne.
Sarà l’aula dedicata a Giancarlo Siani la sede dell’ennesimo scontro tra coloro che affermano che fino ad oggi l’amministrazione non ha offerto alcun progetti di sviluppo che insegua i bisogni della cittadinanza ma che però ha permesso – omettendo i dovuti controlli – che interessi personali, quelli legati alla tangente al dirigente, nei fatti, indirizzassero le scelte politiche.
Massimo Napolitano

