Compie vent’anni il Miami Art Basel, la più importante fiera di arte contemporanea americana che tra eventi, mostre, gallerie, collezionisti, artisti, concentra in Florida tutto il mondo della street art.
Tra i tanti murales vi è anche quello dell’artista italiano Nello Petrucci, che continua a fa sentire la sua voce fuori dal coro con due interventi urbani di denuncia: “Momsays” che richiama l’attenzione sulla delicata questione dell’uso facile delle armi negli Stati Uniti e “Guess” che riprende la tematica affrontata anche da Bansky contro i brand del lusso che si appropriano indebitamente dell’arte urbana per cavalcare l’onda di popolarità e che tentano di veicolare anche i grandi eventi come quello in corso in Florida.
Da sempre impegnato a sostegno di cause umane, sociali ed etiche Petrucci esprime attraverso la sua arte il suo dissenso. I suoi murales si contraddistinguono nella tecnica della stamp fotografica “halftone” che conuiga il montaggio di elementi che provengono dal mondo cinematrografico, campo in cui è autore, sceneggiatore e regista, collezionando numerosi premi in rassegne internazionali come film maker.

Tra le sue opere la nota “Attesa”, presentata nella passata edizione del Miami Art Basel, sulla complessa vicenda di Chico Forti, detenuto da oltre 20 anni in un carcere americano, perché ritenuto responsabile di un omicidio per il quale si è sempre dichiarato “vittima di un errore giudiziario”. Dello stesso tenore, all’indomani del delitto di Maurizio Cerrato comparve sulle mura del porto di Torre Annunziata, il suo l’artista-uomo che porta via una sedia, la causa che scatenò l’efferato omicidio. Una missione, quella di Petrucci, di veicolare l’arte non solo come denuncia me che può e deve salvare le coscienze attraverso gesti concreti.
Direttore artistico delle due edizioni del Pompei Street Festival e dello Stabiae Street, Petrucci ha invitato nella città Mariana circa 40 artisti di strada internazionali trasformando la città e ponendosi come obiettivo quello di “usare” l’arte come “forma di cambiamento ed evoluzione sociale”.
Massimo Napolitano

