Migranti, Meloni: «Nostra coscienza è a posto, Italia calunniata per fini politici» – LA DIRETTA

Question time in corso alla Camera per Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio risponde, tra gli altri, ai partiti di opposizione su temi quali migranti, emergenza mutui, Mes, salario minimo. “La nostra coscienza è a posto, spero che chi attacca il governo ma non spende una parola contro la mafia degli scafisti possa dire lo stesso”, ha replicato la premier rispondendo al question time di Riccardo Magi, di +Europa, sul naufragio al largo delle acque libiche di domenica scorsa.

“Per fini politici – ha continuato la presidente Meloni – si finisce per mettere in discussione l’onore e l’operato di chi ogni giorno rischia la propria vita per salvarne altre e si finisce per calunniare l’Italia intera, offrendo strumenti a chi vuole caricare tutto il peso su di noi invece che assumersi le proprie responsabilità”, ha sottolineato, chiedendo “rispetto per i servitori dello Stato”.

Meloni, citando D’Agostino, ricorda come la Guardia Costiera non avesse “l’autonomia sufficiente per intervenire in sicurezza”, perché i mezzi “erano impegnate in altri soccorsi nello Ionio”. Il più vicino era “a 255 miglie” nautiche, ragion per cui è stato richiesto l’intervento a una nave mercantile, “mezzi utilizzati in centinaia di casi anaologhi e che hanno salvato la vita a oltre 100mila persone. Chi chiede dovrebbe saperlo, e dovrebbe conoscere, come ha detto lo stesso D’Agostino, che ‘tutte le norme sono state applicate quelle che c’erano oggi, c’erano anche ieri. Anche perché nessuno mi può costringere a non salvare vite in mare, neppure un ministro perché la la responsabilità giuridica sarebbe mia”.

MES – Nonostante l’accordo modificativo” del Meccanismo europeo di stabilità “sottoscritto dall’Italia risalga a gennaio 2021, la riforma del trattato non è stata mai portata a ratifica. Questo offre una diapositiva su quanto questa materia necessiti di approfondimento”, ha detto in Aula la premier rispondendo a una interrogazione di Luigi Marattin (Azione-Italia Viva) sulla ratifica della riforma del Mes.

“Gli strumenti si giudicano in relazione alla loro efficacia, e in un determinato contesto. E’ la ragione per cui lo scorso novembre questo governo ha ricevuto dal parlamento un mandato non ad aspettare la Germania, ma a non ratificare” la riforma del Mes “in assenza di un quadro chiaro europeo in materia bancaria”, ha detto ancora

“La proposta di Confindustria viene presa seriamente in considerazione da questo governo”, ha poi aggiunto, facendo sue le dichiarazioni del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, il quale ha proposto di utilizzare il Mes come “strumento di politica industriale europea”.

ENERGIA – “Gli italiani non hanno scelto un governo composto da pericolosi negazionisti climatici”. Serve un ”approccio pragmatico”. Così la premier rispondendo a una interrogazione presentata da Angelo Bonelli, leader Avs. “Io penso – ha aggiunto – che la grande sfida debba essere soprattutto quella di essere pionieri nelle tecnologie innovative”.

“Per quanto riguarda il tema del gas naturale, il governo lo considera come vettore energetico della transizione, cioè come vettore necessario per garantire all’Italia una maggiore autonomia e contribuire alla realizzazione del nostro progetto strategico dell’Italia come hub europeo dell’energia. Io penso che la grande sfida debba essere soprattutto quella di essere pionieri nelle tecnologie innovative. Per questo, ad esempio, sono già in corso interventi per sostenere la produzione di biocarburanti tramite il riciclo chimico di rifiuti. Tecnologia sulla quale l’Italia è all’avanguardia, che garantisce un approccio autenticamente circolare. Ovviamente questo non ci impedisce di fare valutazioni critiche su iniziative legislative comunitarie che, a nostro avviso, se non vengono opportunamente rimodulate, rischiano di danneggiare il nostro tessuto economico e sociale. E’ il caso, ad esempio, della proposta di direttiva sulle cosiddette case green. Un testo che prevede, per noi, obiettivi temporali che non sono raggiungibili per l’Italia , il cui patrimonio immobiliare è inserito in un contesto molto diverso rispetto agli altri Stati membri della Ue per ragioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una praticata della casa come bene rifugio”, ha detto ancora la premier.

”In merito al tema dell’eventuale autorizzazione alle centrali nucleari – ha continuato -, l’atteggiamento del governo rimane pragmatico, ispirato al principio di neutralità tecnologica. Su questo non intendiamo intraprendere alcuna azione in assenza di un chiaro indirizzo atto di indirizzo del Parlamento. Senza il coinvolgimento del quale non potremmo assumere alcun impegno internazionale”.

AUTO – “L’obiettivo è consegnare un pianeta più pulito alle nuove generazioni, liberarsi dai mezzi inquinanti ma senza devastare il nostro sistema produttivo e creare altri disoccupati, questo noi non siamo disposti a farlo e a permetterlo”, ha detto Meloni rispondendo a un question time sul processo di transizione ecologica nella filiera dell’automotive.

“Noi intendiamo percorrere la strada della neutralità tecnologica, ha continuato. “La semplice incentivazione all’elettrico – afferma la presidente del Consiglio – rischia di delocalizzare la produzione automobilistica in Paesi extra Ue dove, per giunta, quei prodotti teoricamente destinati a ridurre le emissioni di CO2 vengono spesso realizzati con processi altamente inquinanti. Come lo stesso elettrico non è scevro da esternalità ecologiche negative: basti pensare al problema dello smaltimento delle batterie, dell’estrazione dei materiali necessari a produrle”.

“In Europa – ha rimarcato Meloni – abbiamo spiegato che è possibile conseguire gli stessi obiettivi impiegando altre tecnologie oltre all’elettrico, come i carburanti sintetici, senza un appiattimento acritico su strategie che premiano gli interessi di altri paesi e penalizzano il nostro. Il rinvio del voto ci ha soddisfatti, il nostro obiettivo è consegnare a chi verrà dopo di noi una terra più pulita senza devastare il nostro sistema produttivo e creare altri disoccupati”.

PRIMO FACCIA A FACCIA CON SCHLEIN – Sul fronte della retribuzione minima a intervenire sarà Elly Schlein: tra la premier e la neo leader del Pd sarà il primo faccia a faccia in Aula. In particolare, la segretaria dem incalzerà la presidente Meloni su “quali siano le ragioni della contrarietà alla sperimentazione del salario minimo legale, tenuto conto della mancata adozione di misure alternative, nonché di interventi volti a migliorare realmente la condizione delle lavoratrici e dei giovani lavoratori, quali un significativo ampiamento del congedo paritario, coerentemente con le migliori prassi europee”.

Fonte AdnKronos.com