Maria Ametrano con Progetto per Boscoreale: “L’innovazione e l’entusiasmo dei giovani per il rilancio”

Signorina Ametrano, lei è candidata con Progetto per Boscoreale a sostegno del candidato Antonio Diplomatico. Questa è la sua prima esperienza politica, come lei tanti altri ragazzi hanno deciso di candidarsi alle prossime comunali di Boscoreale che si terranno il 10 giugno 2018. Cosa pensa a riguardo?
“Penso che sia giusto e anche al passo coi tempi che i giovani siano protagonisti dei più disparati ambienti lavorativi e della vita  pubblica. Forse il nostro paese, e mi riferisco all’Italia in generale, è ancora un po’ restio a lasciare spazio alle nuove generazioni, me lo lasci dire, siamo un paese di vecchi, con una mentalità arcaica. Sicuramente qualcosa sta cambiando e anche la vecchia guardia ha compreso l’importanza della collaborazione tra differenti generazioni, una sorta di task force congiunta tra innovazione, spinta verso il futuro ed esperienza”.
Dalle sue parole comprendo che lei, in quanto giovane donna che si affaccia al mondo, si sente un po’ “trascurata”?
“Non è proprio così. Certo è che vorrei ci fossero maggiori opportunità di crescita e formative nell’ambito comunale. Purtroppo, mi rendo conto, che la causa di queste mancanze non è solo attribuibile alla direzione comunale, ma alla provincia e alla regione”.
Di quali mancanze parla?
“Mi riferisco, ad esempio, al Servizio Civile Nazionale all’interno di scuole, biblioteche, uffici comunali, che innanzitutto dà al giovane un’importante opportunità formativa, ma alla stesso tempo lavorativa. Purtroppo, solitamente, le partecipazioni  sono destinate ad numero davvero esiguo di candidati e i progetti non vengono attuati con regolare continuità”.
Le sue idee sono, dunque, indirizzate ai giovani. Non crede che questo potrebbe non giovare alla sua campagna elettorale, anzi suscitare l’indifferenza delle generazioni più attempate?
“Credo, al contrario, che si dovrebbe apprezzare la mia trasparenza e coerenza intellettuale. Il mio interesse ovviamente è rivolto soprattutto a ciò che riguarda me in prima persona e di conseguenza alla condizione dei giovani, piuttosto  che a materie lontane dalla mia sfera di interesse e preparazione. Mi preme, soprattutto, essere credibile, con argomentazioni forse  semplici, ma non forzate”.
Devo considerare queste dichiarazioni come frecciatine a qualcuno?
“Assolutamente no. Io parlo per me, dico quello penso e come sono. Gli altri agiscano come ritengono più opportuno”.
Tornado a quello che ha definito “la sua sfera di interesse” i giovani, ha altre idee a riguardo?
“In realtà sì. Mi piacerebbe che il comune organizzasse viaggi per ragazzi più meritevoli, magari dai 18 ai 28 anni, che seguissero percorsi inerenti a diversi ambiti disciplinari, al fine di avere un confronto con la più ampia visuale europea”.
L’Europa a Boscoreale. Non le sembra un po’ eccessivo?
“Mi rendo conto che può sembrare un azzardo il confronto di un piccolo paese come Boscoreale con l’Europa, ma pensando al meglio, ritengo che sia giusto porre come termine di paragone qualcosa di più grande che possa spingere anche solo ad un lieve miglioramento”.