Manovra: braccio di ferro sulle risorse. Conte al Quirinale da Mattarella

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La commissione Bilancio del Senato voterà gli emendamenti alla manovra da lunedì 9 dicembre con l’obiettivo di chiudere entro mercoledì e di arrivare al via libera in Aula entro venerdì prossimo. E’ quanto emerso dall’ufficio di presidenza della commissione. I relatori, viene riferito, presenteranno già domani un primo pacchetto di emendamenti mentre un secondo dovrebbe arrivare lunedì e dovrebbe includere “anche le istanze della Camera”.

Vertice fiume a Palazzo Chigi sulla manovra. Il ministro D’Incà annuncia l’intesa, ma prosegue il braccio di ferro Dem-Iv sulle risorse. In ballo 400 milioni, il Pd chiede più fondi per sul taglio del cuneo. Cambiano plastic e sugar tax, ma i renziani vogliono cancellarle del tutto. Si tratta sul calo delle imposte e su un possibile rinvio delle misure. M5s chiede fondi per i Vigili del Fuoco. Per il via libera alla Legge di Bilancio sarà corsa contro il tempo, l’ipotesi di due sole letture alla Camera e al Senato. A Montecitorio, intanto, primo via libera al decreto fiscale su cui il governo ieri aveva incassato la fiducia: 248 sì e 87 no, il testo passa a Palazzo Madama.

“Stiamo ancora discutendo e confrontando le stime” dicono fonti di maggioranza, interpellate sul vertice in corso a Palazzo Chigi. L’intesa, spiegano, è quasi chiusa ma sono in corso “verifiche tecniche” e ancora non c’è il via libera finale: in questi minuti si stanno valutando le diverse ipotesi per la scelta definitiva. Al termine del vertice, a suggellare l’accordo, potrebbe esserci una conferenza stampa.

Si tratta sul rinvio dell’entrata in vigore di sugar e plastic tax, al tavolo di maggioranza sulla manovra. La proposta di mediazione sarebbe quella di far partire entrambe le misure da luglio, quindi a metà del 2020 e abbassare la plastic tax da 0,50 a 0,40 euro al chilo. L’ipotesi alternativa sarebbe quella di abbassare la plastic tax da 0,50 a 0,40 euro al chilo senza rinviarla e far slittare la sugar tax al 2021. Iv avrebbe rilanciato, chiedendo uno slittamento di entrambe le imposte almeno a settembre. La riunione di maggioranza sarebbe in questi minuti alle battute finali.

Al tavolo il premier Giuseppe Conte. Presenti il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, i viceministri Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5s), il sottosegretario Maria Cecilia Guerra (Leu), i tecnici del Mef e della Ragioneria dello Stato. Ci sono inoltre i ministri Federico D’Incà e Dario Franceschini. E, per Italia viva, Teresa Bellanova, Luigi Marattin e Davide Faraone.

“Abbassare le tasse in modo significativo è quel che conta. Un ulteriore sforzo va fatto in questa direzione”, ha detto, a quanto si apprende, il premier alle forze di maggioranza riunite al vertice.

Italia Viva ai lavoratori italiani preferisce le multinazionali delle bibite gassate, come la Coca Cola – dicono fonti Pd -. Non vuole diminuire le tasse sul lavoro ma pensa solo a togliere la sugar tax, per favorire società per azioni che non hanno sede neanche in Italia. È solo grazie al Pd che sono stati salvati gli italiani dai 23 mld della Salvini Tax e che si mette in campo il taglio delle tasse ai lavoratori da oltre 3 mld”.

“Plastic tax e Sugar tax determineranno un disastro occupazionale. Ora al lavoro per trovare un accordo che dica no a microbalzelli e sì al lavoro”, ha scritto su Twitter il ministro dell’Agricoltura e capo delegazione di Iv al governo, Teresa Bellanova.

“Bisogna vedere che cosa cambia”. Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio, intervenendo su Radio Capital, ha risposto alla domanda se l’Italia firmerà il fondo Salva Stati. Poi rispondendo alla domanda se i 5 stelle intendono far cadere il governo, Di Maio ha risposto: “Altrimenti non lo facevamo partire”. “Su 320 parlamentari ce ne sono una decina spaventati quando alzo la voce, io non rinuncio alle nostre battaglie perché qualcuno è spaventato”, ha spiegato Di Maio rispondendo alla domanda su indiscrezioni secondo le quali alcuni parlamentari 5S starebbero preparando un documento per sfiduciarlo. “Sono dieci anni che il Pd prova a dire dobbiamo fare un’alleanza – ha detto il capo politico M5S -, io penso che abbiamo costruito il governo per tagliare i parlamentari, evitare l’aumento dell’Iva, abbiamo un programma da costruire insieme, ma restiamo forze politiche di poli diversi”.

IL PUNTO

Nel giorno in cui la Camera vota la fiducia al decreto fiscale con 310 sì, Iv torna ad alzare la posta sulla legge di bilancio. La richiesta è quella di abrogare del tutto la “plastic tax”, la “sugar tax” e la tassa sulle auto aziendali. Il centrodestra minaccia di votare la proposta di Iv: la maggioranza sarebbe battuta. E in serata, dopo due ore di vertice assai tese, scende in campo il premier Giuseppe Conte e chiede ai tecnici del ministero dell’Economia e della Ragioneria dello Stato di fare “un ulteriore sforzo” per trovare le risorse per ridurre le imposte rimaste in quella che “già adesso è una legge di bilancio che non aumenta la tassazione”.

Il premier in serata assicura che il clima “è buono” e che servono solo approfondimenti, anche della Ragioneria. E convoca un nuovo vertice per la mattina. Ma, parallelamente, Matteo Renzi in televisione mostra meno ottimismo prevedendo una crisi di governo al 50 per cento: “litigano su tutto, ci sta che si voti”, sottolinea. “E’ un pessimista cosmico”, ribatte subito il premier Conte assicurando che il governo va avanti. L’ennesimo braccio di ferro si consuma al Senato, dove ancora non si è iniziato a votare in commissione sul testo della manovra, atteso lunedì in Aula.

In mattinata la maggioranza siede attorno a un tavolo per trovare un’intesa sulle modifiche. Italia viva si presenta battagliera e rilancia i suoi emendamenti per abrogare del tutto la tassa sulla plastica e la tassa sulle auto aziendali, sebbene siano state drasticamente ridotte dall’esecutivo. I renziani vogliono cancellare anche la tassa sulle bevande zuccherate, cara al M5s. Di fronte al no degli alleati, i senatori di Iv abbandonano il tavolo. La tensione si alza. Il presidente del Consiglio convoca tutti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, al ritorno del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dall’Ecofin. L’agenzia di rating Fitch dirama la propria “preoccupazione” sul clima di “incertezza politica” creato dalle “tensioni politiche” nella maggioranza: è un fattore di rischio – avverte – per una economia che resta praticamente in stagnazione. Ed è nelle divisioni della maggioranza che prova a incunearsi l’opposizione. La Lega, che ha presentato suoi emendamenti soppressivi della plastic tax, valuta di mettere la firma sotto le proposte di Iv. Già alla Camera i renziani hanno votato contro il carcere agli evasori del decreto fiscale: la differenza è che in Senato i numeri sono risicati e se Iv si smarca, manca la maggioranza. A ridosso del vertice a Palazzo Chigi Matteo Renzi fa capire che non intende deporre le armi: “Le tasse contro la plastica e lo zucchero “funzionano” mediaticamente per i populisti – avverte con implicito riferimento al M5s – ma sono un autogol per le aziende” e rischiano di “far licenziare 5.000 persone”.

Al vertice con Conte e Gualtieri, la delegazione di Iv punta i piedi: le urla si sentono anche fuori dalla stanza. Finisce in un nulla di fatto: ci si rivedrà a ore e intanto si lavora a una mediazione. La tassa sulla plastica, prevista da aprile, potrebbe slittare almeno alla metà del prossimo anno, anche se Iv punta a un rinvio al 2021.

Conte non ci sta a far vincere la narrazione di una manovra di tasse: “Siamo tutti d’accordo che va fatto un ulteriore sforzo per abbassare le tasse”, afferma chiedendo un supplemento di lavoro al ministero dell’Economia. Ma il tempo corre. Maurizio Lupi fa già sapere che è pronto a ricorrere alla Consulta (come fece l’anno scorso il Pd) se alla Camera non sarà dato tempo adeguato per esaminare la legge di bilancio.

E a Palazzo Madama ancora si ragiona di emendamenti. Roberto Speranza lavora per aumentare di almeno mille le borse di studio per le specializzazioni in medicina. Dario Franceschini ipotizza di estendere anche agli alberghi il “bonus facciate” al 90%. Il M5s propone un emendamento per equiparare gli stipendi dei Vigili del fuoco a quelli delle altre forze dell’ordine e rilancia la proposta di un bonus fino a 250 euro per gli airbag delle moto. Elio Lannutti denuncia però il “veto del Pd sull’emendamento per far pagare 5 miliardi di Imu alla Chiesa”.