Maduro apre al dialogo ma dice “no” ai presidenzialismi

Nicolas Maduro apre al dialogo ma rifiuta la richiesta di elezioni presidenziali anticipate. In un’intervista all’agenzia russia Ria Novosti, il presidente venezuelano si è detto pronto a sedere a un tavolo negoziale con l’opposizione e ha aperto alla possibilità di una mediazione di paesi terzi.

“Sono pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l’opposizione in modo da poter parlare a beneficio del Venezuela, la pace e il suo futuro”, ha dichiarato all’agenzia. Tuttavia, l’erede di Chavez tira dritto e rifiuta di anticipare le elezioni presidenziali, come richiesto dall’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò, che ha denunciato frodi e brogli in occasione dell’elezione di Maduro.

“Le elezioni presidenziali in Venezuela si sono tenute e se gli imperialisti vogliono un nuovo voto lasciamoli aspettare fino al 2025”, ha affermato Maduro, alludendo evidentemente a Washington. Nell’intervista in cui apre alla possibilità di colloqui con l’opposizione e la mediazione di terzi, Maduro lascia però aperta la possibilità di elezioni parlamentari anticipate, ossia di un voto per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, presieduta dal suo rivale politico Guaidò: “Sarebbe ottimo svolgere elezioni parlamentari anticipate, sarebbe una buona forma di discussione politica”.

Quanto alla possibilità di una mediazione, Maduro ha risposto: “Ci sono diversi governi, organizzazioni a livello globale, che stanno dimostrando la loro sincera preoccupazione su ciò che sta accadendo in Venezuela, hanno fatto appelli a favore del dialogo”.

Ieri, intanto, il procuratore generale del Venezuela Tareck William Saab ha chiesto al Tribunale Supremo di Giustizia di vietare l’espatrio dell’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò e di congelare i suoi conti bancari. Il procuratore ha spiegato di aver aperto un’indagine preliminare contro Guaidò a causa dei “violenti eventi” avvenuti nel Paese e delle dichiarazioni di Stati stranieri contro il governo del Venezuela.