Un’eccellenza italiana o meglio napoletana nel mondo, Luigi Crispino, talento della danza è la stella emergente dell’American Ballet Theatre (Abt) a New York. Nato a Frattamaggiore, in provincia di Napoli 24 anni fa, viso d’angelo e corpo scolpito, a Il Corriere della Sera dice: «La vita è come la bicicletta: se smetti di pedalare, cadi».
Vola vittorioso oltre il vuoto della pandemia, con determinazione e carisma partenopeo ha fatto di necessità virtù: mentre la più importante compagnia Usa cancella la stagione primaverile ed estiva 2021 al Metropolitan, si accendono i riflettori su Crispino, dal 2018 nel corpo di ballo dell’Abt, unico italiano in compagnia insieme a Virginia Lensi.
Il 26 aprile, il sito dell’American Ballet trasmetterà in streaming l’esordio da coreografo di Luigi: la creazione «Thread of Memories», commissionata per il ciclo Incubator, un’incubatrice artistica virtuale pensata per lanciare i giovani talenti. «Ho intrecciato, in una sorta di scatola nera che ricorda i video di Zoom, tre assoli che ho composto, in parte da remoto, per tre colleghi — racconta Crispino —. Mi sono ispirato ai nostri vissuti: la nostalgia per la scena, la frustrazione per l’incertezza, l’elaborazione di un lutto personale. Nel terzo assolo, danzato da Virginia, ho trasmesso il dolore recente per la morte di mia zia. Non vedo la mia famiglia da un anno, perché temevo, venendo in Italia, di non potere più tornare a New York».
La sua famiglia è composta da papà tecnico radiologo industriale, mamma insegnante, una sorella minore. Una famiglia che l’ha sempre sostenuto da quando, per gioco a 8 anni, mise piede in una scuola di danza. Diplomato alla Scuola di Ballo del San Carlo, sotto la direzione di Anna Razzi. C’è un valore aggiunto nell’essere italiano, in una compagnia competitiva regolata da contratti annuali e 60 spettacoli in due mesi: «Mi considero un patriota, mi piace dare peso al mio essere italiano, sono il frutto della Scuola del San Carlo di Napoli. Ce l’ho nel cuore. Il mio maestro Max dice che sono un ballerino drammatico e romantico».
Roberto Bolle è stato principal dell’Abt fino al 2019 e Crispino si considera erede del suo modello di danza «italiana e internazionale»: «In tre stagioni al Met, ho avuto l’onore di conoscere Roberto, è una persona fantastica. La sua eredità è una grande responsabilità. Ce la metterò tutta per avanzare nella carriera e rendergli onore». Inclusione, diversità e uguaglianza sono temi particolarmente dibattuti nelle maggiori compagnie del mondo, dall’Opéra di Parigi all’Abt: «La danza non è solo spettacolo, è un’arte che mette le ali a un sogno come il mio, che salva la vita di ragazzi che finirebbero male, che nutre l’anima del danzatore e del pubblico affermando con forza che, dentro, siamo tutti uguali, diversi, unici. Perciò non devono esserci barriere di razza, di cultura, di religione. Il balletto è per tutti».

