Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Juventus: Napoli e i napoletani sono stati traditi?

La Juventus ha ufficializzato Luciano Spalletti come nuovo allenatore. Dopo l’addio di Tudor, bianconeri ripartono dall’ex tecnico del Napoli con un obiettivo chiaro: la Champions League. Una scelta che inevitabilmente riaccende nella memoria dei tifosi azzurri il fantasma del “caso Higuain”, simbolo del tradimento sportivo per eccellenza.

L’allenatore di Certaldo viene dalla deludente esperienza sulla panchina della Nazionale, ma soprattutto dalla trionfale cavalcata con il Napoli, culminata con il terzo scudetto. Spalletti non ha mai nascosto il suo amore per la città e per i tifosi, una passione viscerale che lo portò a tatuarsi il tricolore e a dichiarare: “Non voglio mettermi una tuta che sia differente da quella del Napoli.” Parole che oggi, di fronte al suo approdo sulla panchina della storica rivale, suonano come una ferita aperta per il popolo partenopeo.

Il paragone con Higuain è inevitabile. Era l’estate del 2016 quando la Juventus pagò la clausola da oltre 90 milioni per strappare l’attaccante argentino al Napoli. Un trasferimento che scatenò rabbia e delusione tra i tifosi azzurri. Anni prima, la vicenda di Fabio Quagliarella — inizialmente bollato anche lui come “traditore”, poi riabilitato dalla verità — ha insegnato che dietro certe scelte ci sono spesso motivazioni umane e professionali più complesse.

Con Luciano Spalletti la storia si ripete, ma la risposta è chiara: no, non è un tradimento. Gli allenatori e i calciatori sono professionisti, vivono di calcio e di opportunità. Portano con sé esperienze, emozioni e competenze, ma alla fine rispondono a un mestiere, non a un giuramento.
A tal proposito l’attuale allenatore del Napoli Antonio Conte, nell’ormai lontano 2013 disse: “Siamo dei professionisti, mai dire mai in tutte le situazioni. Sono tifoso della Juve, sono l’allenatore della Juve ma dovessi allenare il Milan o l’Inter diventerei il primo tifoso del Milan e il primo tifosi dell’Inter. Io sono il primo tifoso della squadra dove alleno”.

Le persone vanno e vengono, la squadra resta.
E ora sarà il campo a raccontare se Spalletti saprà conquistare anche Torino, senza cancellare ciò che ha significato per Napoli.

Francesco Pio Scaramozza