La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono
solidarietà al fotoreporter di Castellammare di Stabia Corrado Amitrano, brutalmente pestato a Londra durante una delle tante manifestazioni in corso nella capitale britannica. In questo caso il giornalista, che stava documentando i fatti con la sua macchina fotografica, è stato preso di mira da un gruppo di estrema destra. Solo l’intervento della polizia lo ha salvato da conseguenze peggiori.
Il Sindacato ha immediatamente avvertito l’Ambasciata italiana a Londra che si è attivata per dare supporto al collega.
Si tratta di un episodio gravissimo, molto simile a quello accaduto a Roma dove i cronisti sono stati aggrediti da un gruppo di Forza Nuova.

C’è un pericoloso rigurgito fascista che investe tutta l’Europa e contro il quale è necessario tenere alta l’attenzione. Così come, in tutto il mondo, sono sempre più diffuse le azioni di insofferenza verso chi fa informazione.
Il Sindacato dei giornalisti è vicino al collega ed è pronto ad offrirgli assistenza e supporto legale per qualsiasi azione voglia intraprendere contro i suoi aggressori.
GLI SCONTRI A LONDRA
Momenti di tensione tra estremisti di destra e polizia a Londra dove i nazionalisti britannici si erano dati appuntamento per una manifestazione “in difesa dei nostri monumenti”.
Lo riporta la Bbc. L’altra protesta programmata nella capitale britannica, quella del movimento Black Lives Matter, che nei giorni scorsi aveva anche visto episodi di violenza contro alcune figure storiche del Regno Unito, era stata annullata dagli organizzatori per evitare lo scontro con i gruppi di estrema destra.
Tra i manifestanti oggi anche Paul Golding, leader di Britain First, e gruppi di tifosi di calcio provenienti da tutto il Paese. Alcuni si sono radunati davanti alla statua di Winston Churchill, nella piazza del Parlamento, altri davanti al Cenotafio.
La statua di Winston Churchill a Parliament Square, di fronte a Westminster, è stata frattanto sin da ieri imballata per proteggerla in vista del proteste anti-razziste in programma nel fine settimana.
Il premier dei tempi di guerra, considerato un eroe in patria perché tra i principali artefici della sconfitta dei nazisti, fu anche oggetto di critiche per certe sue posizioni considerate razziste, ad esempio quella in cui disse di “odiare” gli indiani, considerandoli un “popolo bestiale con una religione bestiale”.
Sebbene la maggior parte delle proteste a sostegno del movimento Black Lives Matter siano state pacifiche, le statue in tutto il paese sono state prese di mira. Nei giorni scorsi alcuni manifestanti avevano gettato il monumento dedicato allo schiavista Edward Colston nel porto di Bristol.

