Liberi professionisti: con il regime forfettario la tassazione è agevolata

Al momento di dover intraprendere una carriera da libero professionista è indispensabile valutare una serie di fattori tutti molto importanti, ma ciò che rimane imprescindibile come primo passo è l’apertura della partita IVA.

L’importante, in questi casi, è rivolgersi a professionisti a cui delegare con tranquillità le incombenze da dover effettuare per procedere nel pieno rispetto della normativa vigente e che sappiano trovare la soluzione migliore in base ai propri requisiti.

Ad oggi, laddove sia possibile richiederla, la soluzione più conveniente dal punto di vista economico risulta essere senza dubbio il regime forfettario, grazie al quale la tassazione di un libero professionista risulta essere più agevolata rispetto a quella delle altre possibilità esistenti e consente di avviare la propria attività con maggiore tranquillità.

La partita IVA e i regimi fiscali

Com’è noto, ogni libero professionista è tenuto ad aprire la partita IVA per poter ricevere i pagamenti in maniera regolare e tracciabile, emettendo quindi periodicamente fattura.

Questa operazione, di per sé, non presenta costi e richiede venga individuato anche il cosiddetto Codice ATECO che indica la professione che si andrà a svolgere. Per quanto riguarda, invece, il regime fiscale da selezionare, è possibile optare per diverse tipologie.

Quello ordinario si riferisce principalmente alle medie e grandi imprese, quello semplificato è dedicato ad aziende minori che non si occupino prevalentemente di commercio e quello forfettario è quello più conveniente per commercianti, professionisti, freelance e artigiani.

Come funziona la tassazione con il regime forfettario?

Le tasse che un libero professionista con regime forfettario deve corrispondere in sede di dichiarazione dei redditi annuale è pari al 15% sull’imponibile.

Tale percentuale è la più conveniente in assoluto e viene ribassata ulteriormente al 5% per i primi 5 anni di attività; consente, inoltre, di beneficiare di agevolazioni aggiuntive in caso di soggetti che non abbiano svolto lavori a livello imprenditoriale nei tre anni precedenti all’adesione al regime fiscale forfettario, oppure che abbiano iniziato un lavoro autonomo per la prima volta nella loro carriera.

La peculiarità che rende questo regime estremamente conveniente, nello specifico, è rappresentata tanto dal fatto che le tasse vengono calcolate solo sul 78% dell’imponibile (che è il coefficiente di redditività di base) quanto dal fatto che presenta un’unica imposta denominata “sostitutiva”, che supplisce tutte quelle previste dagli altri regimi fiscali.

Come versare i contributi INPS con il regime forfettario

Per quanto concerne i contributi INPS, invece, si tratta di versamenti che vanno a determinare il proprio fondo pensione e, in caso di liberi professionisti con regime forfettario, essi saranno richiesti solo se si verifica il reddito.

In teoria, se il fatturato durante l’anno è pari a zero, non sarà dovuto nulla ai fini previdenziali, il che comporta un grande vantaggio, considerando che per altri regimi fiscali la corresponsione del versamento INPS è obbligatoria in qualsiasi circostanza.

È bene ricordare, inoltre, che il regime forfettario richiede l’iscrizione alla Gestione Separata, che consente al contribuente di versare solo in maniera proporzionale ai propri guadagni, in ragione di una percentuale sull’imponibile che, ad oggi, equivale al 25,72%.

Tutte queste agevolazioni fiscali consentono a qualsiasi libero professionista di avviare la propria carriera in modo facilitato, senza i vincoli di una spesa annuale eccessivamente esosa per quello che riguarda la tassazione.

L’importante, sarà affidarsi a servizi professionali che possano guidare l’utente in maniera da consentirgli di effettuare tutti i passaggi burocratici senza margine di errore.