Lavori pubblici e mazzette a Torre Annunziata, opposizione all’attacco: “Dimissioni subito”

E’ a firma dei consiglieri comunali di minoranza il manifesto che chiede a caratteri cubitali le “Dimissioni Subito” del sindaco Vincenzo Ascione e sferra un duro attacco alla mala gestio ad opera di chi ha governato Torre Annunziata in questi ultimi anni, culminata con l’arresto dell’ingegnere Nunzio Ariano, dirigente capo dell’Ufficio Tecnico di Torre Annunziata.

Capeggiati dai due ex aspiranti sindaco, Ciro Alfieri e Pierpaolo Telese, il manifesto firmato insieme ai consiglieri di opposizione Davide Alfieri, Maria Teresa De Martino, Pasquale Iapicca e Raffaele Izzo, è un atto d’accusa forte e perentorio contro chi ha avuto la responsabilità politica “al di là di quelle che saranno le responsabilità penali” di non aver esercitato il controllo sui propri dirigenti e sugli atti da questi prodotti, dovere di chi ha amministrato Torre Annunziata, cioè “questo sindaco e la sua maggioranza”.

Oramai “le istituzioni cittadine sono minate nella loro credibilità” e nonostante in “questi mesi abbiamo – continua il documento – invano tentato di correggere la rotta, siamo stati inascoltati”.

All’indomani dell’arresto del capo dell’Utc, il consigliere Telese – in un post su Facebook – si era augurato che la maggioranza dei consiglieri comunali potesse – in uno scatto di dignità – presentarsi dal Notaio per presentare le proprie dimissioni “senza demandare ad altri Organi dello Stato compiti che la Politica deve svolgere preventivamente e in autonomia”, interrompendo in questo modo una esperienza minata da “ombre di corruzione ad appestare l’aria”.

Ciò non è avvenuto e allora i sottoscrittori del documento si rivolgono direttamente al Ministro dell’Interno Lamorgese convinti che “ora non c’è altra strada che tornare al voto e restituire la parola agli elettori” e per questo si rivolgono alla Prefettura affinché ci sia l’invio di una commissione di accesso che serva ad accertare “le gravi e persistenti violazioni di legge” e si arrivi allo scioglimento per “l’impossibilità a garantire imparzialità e buon andamento dell’amministrazione a causa di condizionamenti che ne impediscono l’imparzialità”.

Con questo manifesto i sottoscrittori vogliono mettere la parola fine a quella che reputano essere una gestione fallimentare e da cui non ci sono vie d’uscita “dimissioni o scioglimento – conclude Telese in un altro post –  tertium non datur!!!”.

Massimo Napolitano