L’Africa chiama, Torre Annunziata risponde. La storia di Giulio Carotenuto, 26 anni, chirurgo orale in missione umanitaria

Tra le foto di questa torrida estate 2022 che girano sui social c’è quella di Giulio, un ragazzo il cui viso si vede a stento in una foto che lo ritrae in Africa, in missione umanitaria in Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.

Riesco a mettermi in contatto con lui dopo numerosi tentativi, tra una linea telefonica disturbata e un’ operazione spesso d’urgenza e l’altra, riuscendo a scambiare qualche parola, pochi minuti, quelli necessari per rispondere ad una semplice domanda, cosa ci fa un ragazzo di appena 26 anni così lontano da casa, non in vacanza ma tra persone, usando le stesse parole di Giulio ” che hanno bisogno di un po’ di sollievo”. Giulio Carotenuto è di Torre Annunziata e dopo essersi laureato in Odontoiatria e Protesi dentaria a Madrid, si sta specializzando in Chirurgia Orale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II sotto l’attenta guida del professore Gilberto Sammartino.

Da sempre presente nel panorama dell’associazionismo giovanile con il Movimento Giovani, il Global Shapers e il movimento ambientalista Friday For Future, dal 2021 fa parte del Rotary Club di Napoli Posillipo.
Ha inoltre preso parte a diverse missioni umanitarie nel continente africano. Dapprima volontario come medico senza frontiere con l’associazione Gocce D’Amore ONLUS nell’isola di Zanzibar, finanziando la costruzione di dodici asili all’interno dei loro villaggi, con l’obiettivo di sostenere le comunità più povere dell’isola e coinvolgendo in questi progetti gli abitanti del luogo, si sposta in seguito in Benin in qualità di responsabile di missione sanitaria di chirurgia orale presso l’ospedale di Cotonou.
Quando parliamo invece è a Bangui, con Smom e Medici Senza frontiere presso l’hôpital de l’ Amitiè in qualità di tutor per gli specializzandi della locale Università.

Un’estate anomala quella di Giulio che quando mi mostro un po’ preoccupata per la guerra nel vicino Congo mi dice: “Noi lavoriamo e per la maggior parte della giornata siamo nelle nostre strutture, usciamo solo per prendere i medicinali che ci occorrono e siamo molto attenti” che ha deciso di mettere al servizio degli altri le proprie competenze. Lo provoco: ” quindi hai proprio deciso di aiutarli a casa loro..” mi risponde: “vero. Qui ci sono uomini e donne, studenti e studentesse, che hanno voglia di imparare e mi sembra un mio dovere fare questo passaggio di conoscenze.”

Gli chiedo della sua attività ” combattiamo contro la malaria, che trattiamo per i bambini dagli 0 agli 11 anni con l’artemisinina donata dalla fondazione. Inoltre sono purtroppo molto frequenti i tumori del cavo orale, le cisti del seno mascellare e ottavi inclusi di diverse entità. In un paio di settimane siamo impegnati in 30, a volte 40 operazioni al giorno a cui partecipano studenti e tirocinanti delle università di chirurgia orale del luogo. Non mi ritengo un semplice volontario. Piuttosto un attivista che mette in campo progetti più a lungo termine che hanno una visione del mondo un po’ più equa per tutti e dove si possa praticare quell’umanità spesso scomparsa in ogni latitudine”.

Giulio adesso ha fondato un’associazione tutta sua, l’Aisha Fondation, con la quale continuerà il suo lavoro nei luoghi dove c’è più bisogno.
Buon lavoro Giulio, e grazie per fare la tua parte nel mondo, la goccia nell’oceano che fa la differenza.

Titti D’Amelio