La Fontana del Carciofo di Piazza Trieste e Trento a Napoli

In questi giorni non si fa altro che parlare della Fontana del Carciofo situata al centro di Piazza Trieste e Trento (già piazza San Ferdinando), situata nel centro storico di Napoli. Nodo viario di grande rilevanza, qui convergono via Toledo, via Chiaia e via San Carlo; inoltre è il principale punto d’accesso alla vicina, e ben più famosa, piazza del Plebiscito. Una tra le piazze più belle di Napoli dove troviamo anche il “Gran Caffè Gambrinus” lo storico locale che ha fatto la storia del caffè nella città partenopea. 

La fontana è al centro di una discussa faccenda legata ai festeggiamenti per la vittoria in Coppa Italia del Napoli. Per festeggiare il trofeo conquistato dai calciatori del Napoli alcuni tifosi sono scesi nella storica piazza ed hanno fatto il bagno nella Fontana del Carciofo. Scene ingiustificabili e da condannare, perchè un bene storico come la Fontana del carciofo va assolutamente tutelata e protetta. Ma qual è la storia della fontana?  Di seguito vi raccontiamo la storia di una delle fontane più belle e note di Napoli.

Fontana del Carciofo 

Fu Achille Lauro a volere la costruzione della fontana nel periodo della sua giunta comunale, tra il 1952 e il 1957. Nei progetti preliminari del Comune al centro della piazza doveva essere posta la fontana di Monteoliveto, proveniente dall’omonima piazza, tuttavia nel 1955 il Consiglio Superiore delle Belle Arti bocciò l’ipotesi. La risposta del sindaco Lauro allora fu l’installazione di una fontana da lui donata alla città, appunto la fontana del Carciofo, inaugurata la sera del 29 aprile 1956.

Lauro affidò l’incarico di progettazione della fontana agli ingegneri Carlo Comite, Mario Massari e Fedele Federico. La fontana è composta da due livelli: alla base c’è una grande vasca con al centro un’altra piccola vasca sopraelevata che sorregge una scultura a forma di corolla floreale. Sui tre lati del monumento trovano posto tre coppie di vasi decorati. È dalla forma della corolla, somigliante ad un carciofo, che proviene il nomignolo popolare della fontana. Nel corso del 2015 il monumento viene sottoposto a profondi lavori di restauro e pulizia tornando così al suo aspetto originario.

Piazza Trieste e Trento

Piazza Trieste e Trento assunse l’odierna denominazione nel 1919 in celebrazione della vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale, mentre l’assetto attuale risente delle trasformazioni urbanistiche attuate fino al termine dell’Ottocento. Di forma irregolare, ai suoi margini sorgono il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, il Palazzo del Cardinale Zapata, il Palazzo D’Alessandro di Pescolanciano e la seicentesca chiesa di San Ferdinando, inglobata nel medesimo lotto della Galleria Umberto I. Al centro della piazza si trova la Fontana del Carciofo, voluta da Achille Lauro negli anni cinquanta del XX secolo. 

Sul lato ovest, al piano terreno del palazzo delle Prefettura, è situato il celebre Caffè Gambrinus, in cui è ancora conservata la decorazione creata da alcuni importanti artisti attivi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, come Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti.  Nel palazzo del Cardinale Zapata (n. 48) ha sede il Museo “Giuseppe Caravita Principe di Sirignano”, dedicato agli artisti napoletani dei secoli XIX e XX. 

Fino al 1843 sorgeva dove oggi c’è un ampio spazio tra il teatro e il palazzo reale il palazzo Vicereale, chiamato anche palazzo Vecchio, realizzato nel 1540 su progetto di Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa per volere del viceré don Pedro di Toledo.  Il servizio il 28 agosto 1876 venne inaugurata la tranvia Napoli-Portici-Torre del Greco gestita dalla Société Anonyme de Tramways Napolitains (SATN), che aveva rilevato quale tratta iniziale la concessione di omnibus affidata dal Comune di Napoli nel 1875 a Ladislao Paridant.

Tale servizio era strutturato in maniera atipica, con le corse che avevano capolinea proprio in piazza da San Ferdinando al confine detto “dei Granili”, in via Reggia di Portici, effettuate con normali vetture omnibus cui venivano sostituite le ruote per proseguire in modalità tranviaria fino a Portici.

Foto di: Cristian Martinez CFuga