La danza di Teseo, da una tomba di Ruvo di Puglia… a San Gregorio Magno

A San Gregorio Magno, in occasione dalle esibizioni dei gruppi folkloristici ospiti della 15ª edizione dell’ “Angiolillo Folk Fest”, evento internazionale a cui sono presenti ballerini e musicisti del mondo intero, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla performance delle danzatrici della Serbia. In particolare, mi ha colpito un ballo che ricorda la “Danza di Teseo”, così come si evince da qualche immagine tratta dal video della manifestazione.

Un plauso va ai membri del Gruppo Folklorico Gregoriano, presieduto da Francesco Tortoriello, anche presidente regionale della FITP, che organizzano questi eventi dalla grande valenza culturale e che permette di vivere di persona anche emozioni piacevoli.

Ne scrivo perché, alcuni giorni fa, mi sono imbattuto in una pagina web che parlava proprio della “Danza di Teseo” che è raffigurata in un reperto archeologico proveniente da una tomba di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, tomba a fossa rettangolare risalente a 2500 anni fa, ritrovata nel 1833, reperto conservato al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), le cui pareti presentano fanciulle ateniesi salvate dal labirinto dove rischiavano la morte se il Minotauro le avesse aggredite e divorate; la loro gioia manifestata negli affreschi, espressa nella danza, è appunto per la loro liberazione da parte di Teseo.

Questa danza antica che si perde nel tempo, fortemente legata all’arte greca, è caratterizzata dalle braccia che formano una catena incrociata, ed è anche conosciuta come “danza delle gru”, infatti, questi uccelli in volo hanno una formazione particolare in linea, in quanto le ali delle gru sfiorano le ali dell’uccello successivo che le sta accanto, così come si tengono per mano le danzatrici sia nelle immagini dei pannelli della tomba a Ruvo di Puglia che le danzatrici del gruppo della Serbia, nel corso della loro applaudita esibizione.

Tale danza, che non ha un’identità funeraria ma evidentemente la assume in questa tomba del guerriero di Ruvo di Puglia, è ancora presente in alcune zone dell’est Mediterraneo ed in particolare nelle isole greche. A questo rituale prendono parte le danzatrici (a volte anche uomini) che intrecciano le loro braccia per ballare così come testimoniano questi meravigliosi affreschi.

Lasciamo agli addetti ai lavori la giusta interpretazione dei superbi affreschi della tomba di Ruvo di Puglia; a noi resta la gioia, la grazia e il sorriso delle danzatrici della Serbia che hanno proposto questa danza tradizionale ed altre performance sul palco della 15ª edizione dell’ “Angiolillo Folk Fest”, unitamente ai gruppi del Kenya, del Messico e dei “piccoli” del Gruppo Folklorico Gregoriano, in un mix di gioia, coreografie, eleganza, musica e cultura.

Una serata magnifica che merita più spazio, attenzione e supporto, proprio per questo legame che l’ “Angiolillo Folk Fest”, con successo e tenacia, riesce a stabilire da anni tra i cinque continenti, in un’ottica di pace e fratellanza.

Quintino Di Vona