Juventus, è ufficiale: esonerato Maurizio Sarri. Ora è caccia al successore

L’avventura di Maurizio Sarri alla Juventus si conclude con il più triste degli epiloghi: l’esonero. Le prestazioni al di sotto delle aspettative e i progetti poco chiari del tecnico toscano non hanno convinto la società bianconera, in primis il presidente Andrea Agnelli.

E così, nel pomeriggio di oggi, si è giunti alla fatidica decisione: dopo una riunione tra il mister e i vertici della società juventina, si è deciso per il sollevamento dall’incarico dell’allenatore ex Napoli, comunicato attraverso un post su Twitter. Termina qui dunque l’era Sarri, ricca di incertezze e delusioni, nonostante la vittoria del campionato (anch’essa arrivata a fatica).

Una decisione così drastica deriverebbe probabilmente dalla mancata qualificazione ai quarti di finale di Champions League. La vittoria di ieri sera per 2-1 contro il Lione non è servita a regalare il passaggio del turno ai bianconeri, costretti a vedere ancora la coppa dalle grandi orecchie come un sogno, per ora realizzato solo due volte nella loro storia.

Ora per la Juventus inizia la caccia al successore. Il primo nome della lista sarebbe Simone Inzaghi, per il quale Agnelli ha già manifestato interesse in passato, vista la sua ottima prestazione con la Lazio in questi anni. Le alternative sono a dir poco “nobili”: c’è interesse per Mauricio Pochettino, tecnico ex Tottenham. Per l’argentino l’ostacolo principale è rappresentato dall’ingaggio: stando alle fonti, Pochettino chiederebbe un contratto di 10-12 milioni.

Il sogno resta però uno: Zinedine Zidane. Il mister francese, attualmente alla guida del Real Madrid, è molto stimato dalla società e lo stesso ex calciatore sarebbe molto contento di far ritorno a Torino, dove operò tra il 1996 e il 2001.  Non è da escludere il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus. Il tecnico ex Milan e Cagliari arrivò in finale di Champions League due volte e vinse cinque scudetti.

Nell’ambito dirigenziale, confermato il dirigente sportivo Fabio Paratici, per il quale la nuova Roma, ora nelle mani dei Friedkin, aveva nutrito profondo interesse.