Joe Biden: “Putin è un assassino”. Dure reazioni da Mosca

Aumenta la tensione nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia dopo un’intervista rilasciata ieri, 17 marzo, da Joe Biden all’emittente televisiva Abc, in cui il presidente, sollecitato dal giornalista, definisce Vladimir Putin un assassino. L’intervista arriva all’indomani della diffusione di un rapporto dell’intelligence statunitense secondo il quale il presidente russo avrebbe autorizzato operazioni volte a favorire la rielezione di Donald Trump alle elezioni statunitensi di novembre, minando la fiducia nel processo elettorale ed esacerbando le divisioni socio-politiche degli Stati Uniti.

“Lei conosce Vladimir Putin. Pensa che sia un killer?”, gli ha chiesto George Stephanopoulos di Abc. “Mmm..lo penso”, ha risposto il presidente Biden annuendo con la testa, promettendo che il leader del Cremlino “pagherà un prezzo” per aver tentato di influenzare le elezioni presidenziali del 2020.

“Abbiamo avuto una lunga conversazione, lui ed io. Lo conosco relativamente bene”, ha raccontato Biden. “Io conosco te e tu conosci me. Se stabilisco che è successo, sii preparato”, ha proseguito il presidente degli Stati Uniti, che non ha precisato quale prezzo pagherà Mosca. Nonostante le dichiarazioni, il presidente Usa ritiene comunque possibile “camminare e masticare una gomma”, ossia lavorare con la Russia su questioni che interessano gli Stati Uniti, come gli accordi sugli armamenti.

Reazioni da Mosca

Non sono tardate ad arrivare le reazioni da Mosca. A causa dell’intervista, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, è stato richiamato a Mosca per analizzare le prospettive delle relazioni con Washington, lo rendono noto fonti del ministero degli Esteri riportate dall’agenzia Ria Novosti. Nella nota che affianca il richiamo si legge che i rapporti con Washington sono “giunti a un vicolo cieco”. “Per noi”, continua il comunicato, “la cosa principale è determinare quali sono i modi per correggere i legami russo-americani che sono in uno stato difficile e che Washington ha portato a un punto morto negli ultimi anni. Siamo interessati a non far arrivare le nostre relazioni a un degrado irreversibile, se gli americani sono consapevoli di quali rischi questo comporti”.

Dure le reazioni anche dal Cremlino. “Prendiamo le distanze dalle conclusioni del rapporto sul nostro Paese. La Russia non ha interferito con le precedenti elezioni e neppure con quelle del 2020 citate nel report. Non ha nulla a che fare con le campagne contro qualsiasi candidato”, si tratta di accuse “infondate”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Anche il presidente del Parlamento russo lancia una dura dichiarazione: “Biden ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione”, ha scritto Vyacheslav Volodin sul suo canale Telegram. “Putin è il nostro presidente e gli attacchi contro di lui sono attacchi contro il nostro Paese”. E aggiunge: le parole di Biden sono frutto di “isteria provocata dalla debolezza”.

Sebastiano Santoro

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