In-Giustizia sportiva pugliese, le accuse di Destratis: “Un anno di ricorsi respinti e soldi incassati dalla Federazione”

“La pazienza delle società calcistiche, dei dirigenti, dei calciatori e dei tesserati ha un limite. Anche quella degli avvocati. Questo limite è stato ampiamente superato dai massimi esponenti della giustizia sportiva pugliese. Non appartengo alla categoria dei pavidi, dei vigliacchi e dei lustrascarpe ed in ogni circostanza mi assumo la responsabilità di ciò che dico mettendoci sempre la faccia. Costi quel che costi. Così, al termine di questa infausta stagione sportiva, ritengo doveroso stilare un resoconto dell’attività svolta dai giudici sportivi pugliesi”.

Così in una nota l’avvocato esperto in Giustizia Sportiva, Giulio Destratis.

“I comunicati ufficiali della stagione sportiva 2019/2020 – denuncia Destratis – sono stati dei bollettini di guerra. Ammende e multe salatissime per le società, continue e pesanti squalifiche per i calciatori. Un ritratto poco veritiero del movimento dilettantistico pugliese che sembrerebbe animato da indisciplinati e violenti”.

Queste le risultanze delle decisioni dei giudici sportivi.

Il 96% (!!!) dei reclami di appello avverso le decisioni del Giudice Sportivo sono stati dichiarati inammissibili o respinti dalla Corte Sportiva Territoriale Pugliese.

“Nemmeno uno accolto! Solo due irrilevanti riduzioni di sanzioni in un’annata. E’ possibile che le società non abbiano mai ragione? Non credo proprio! E’ un vero e proprio scandalo perché questo ha come stretta conseguenza che la FIGC incameri (oltre alle multe) anche le tasse-reclamo che le società affiliate versano (130 euro per ogni ricorso). In pratica, il Comitato Regionale quest’anno ha trovato un modo alternativo per fare cassa. Altro che aiuti economici e sostegni per le affiliate”.

Certo, le società potrebbero far valere i propri diritti, in ultimo grado, nelle sedi romane della giustizia sportiva ma lì il costo dei reclami è altissimo.

“In via Pende – sottolinea l’avvocato Giulio Destratis – sicuramente questo lo sanno, così come dovrebbero sapere che le società, pur di non affrontare tali ulteriori esose spese, finiscono per subire passivamente le decisioni pugliesi, loro malgrado. Con buona pace della giustizia. Quella giustizia che non deve mostrarsi forte solo con i deboli.

A ciò si aggiunga che il Tribunale Federale Territoriale si è pronunciato altre 11 volte sui deferimenti, applicando in ben 10 casi sanzioni durissime a carico delle società.

I giudici di cui parlo sono gli stessi che l’estate scorsa avevano condannato pesantemente ben 4 prestigiose società pugliesi e 14 persone (dirigenti, calciatori ed allenatori) nel più grande processo per illecito sportivo che la Puglia ricordi. Una decisione che è stata totalmente annullata dalla Corte Federale di Appello con sede appunto a Roma, che ha riabilitato tutti”.

In tutto ciò il Presidente Tisci cosa fa?

“Nulla. Come al solito. Invece di mandare immediatamente a casa Giancarlo De Peppo, Antonio Contaldi e Giuseppe Ciarli Conte (rispettivamente presidente e componenti della Corte Sportiva e del Tribunale Federale Territoriale), consente loro di continuare ad esercitare questo incarico. E questi insieme ai loro colleghi (chissà poi perché tutti di Bari) continuano a respingere tutti i ricorsi mortificando, economicamente e non solo, le società pugliesi. Possibile che nessuno paghi tra i responsabili della mancata applicazione del Codice di Giustizia Sportiva? O devono pagare solo le affiliate e i loro tesserati?

Ai Presidenti delle società che giustamente si lamentano, Tisci risponde di non saperne nulla. Che non è cosa sua. Io devo ricordargli che è proprio lui che, di fatto, sceglie i membri della giustizia sportiva e sempre a lui compete la facoltà di rimuoverli.

Ora basta! Si sappia che questa non è una battaglia personale. Le mie parole intendono dar voce a tantissime brave persone (dirigenti, tesserati e tifosi) che ogni domenica sono sui campi da gioco ad alimentare il fantastico mondo dilettantistico pugliese che già costa tanti sacrifici sia economici che affettivi per tutte le ore che quotidianamente gli stessi sottraggono alle proprie famiglie”.

Poi ancora: “È finito il tempo dei silenzi. E tra qualche mese, quando finalmente si voterà per il rinnovo delle cariche federali, finirà anche il tempo delle “elezioni per acclamazione”, che hanno visto negli ultimi 16 anni Vito Tisci quale unico candidato.

Di tutto questo, con documenti alla mano, sono pronto a parlarne pubblicamente con Tisci, che da Presidente della LND Puglia deve assumersi la responsabilità di quanto è accaduto quest’anno nella “sua” giustizia sportiva. Scelga lui il luogo, la data e l’ora: io ci sarò”.