Il gioco e il caso, tutto quello che c’è da sapere

Dai dadi alle carte, fino al calcio, alla play station e alle slot machine. Tutti i giochi del mondo, in tutti i format e in tutte le epoche, si basano sul caso, che è il vero e proprio sale dell’attività. Provate a immaginare una partita di briscola senza casualità o una lotteria prevedibile. Semplicemente impossibile.

Cerchiamo però di entrare nello specifico di questo binomio indissolubile tra casualità e gioco e proviamo a rispondere con maggiore dettaglio alla domanda: perché si devono inserire elementi casuali nel gioco? Innanzitutto per ritardare e rallentare la possibilità di risolvere il gioco. Facciamo un esempio abbastanza intuitivo e prendiamo il gioco del tris, quello per intenderci con cerchi e crocette, quello che tutti almeno una volta nella vita abbiamo fatto quando ci stavamo annoiando. Davanti al giocatore si aprono una serie di opzioni ma al giocatore di primo turno, salvo mosse stupide, verrà dato un vantaggio. Se segue una serie di tecniche precise può infatti strappare sempre o una vittoria oppure, nella peggiore delle ipotesi, a un pareggio. Per questo il tris si definisce un gioco “risolto”, provate infatti a giocarci per più di 5 minuti.

Passiamo a un tipo di gioco decisamente più complicato come quello dell’azzardo. Dietro le slot machine c’è una dose massiccia di caso. All’interno di tutte le macchinette, che siano online o terrestri, esiste infatti un RGN, sigla che indica il Random Generator Number. Si tratta di un meccanismo matematico che genera in continuazione numeri in maniera totalmente casuale e randomica, in maniera da avere risultati sempre diversi, senza soluzione di continuità. Conoscere questo meccanismo ci permette anche di smontare tutta una serie di false credenze sull’azzardo: che è possibile capire quando una slot pagherà, che esistono macchinette “calde” e altre “fredde”, che più ci si avvicina alla combinazione più si è vicini alla vittoria.

Dalle slot passiamo poi ai videogiochi. Dietro a ogni gioco di strategia, così come gli sparatutto, le corse delle automobili, le missioni, gli sport, c’è sempre la casualità. Precisi algoritmi, creati su misura dai programmatori e dagli ingegneri, decidono gli avversari e le loro mosse, gli scenari, la traiettoria di proiettili e palloni, per rendere tutto sempre in divenire, sempre diverso, sempre casuale. Senza di questo, infatti,

nessun videogioco venderebbe. Vi immaginate una partita di Fifa in cui ogni tiro è diretto all’incrocio dei pali?