Il cantautore napoletano Nando Misuraca torna con un nuovo singolo: “Non Sopporto”. Controsensi, vizi e virtù d’Italia (VIDEO)

È intitolato “Non Sopporto” (uscito su etichetta Suono Libero Music) il nuovo brano del cantautore, giornalista e produttore napoletano Nando Misuraca. “Una protesta ironica”  così il cantautore definisce questo brano. Testo e musica che ricordano molto lo stile del grande Rino Gaetano e che scatta una fotografia alle contraddizioni e i controsensi del nostro paese. 

Nando come nasce “Non Sopporto”?

“È una protesta ironica, un libero sfogo che racconta alcune contraddizioni del nostro paese. Il testo è stato scritto prima e rifinito poi durante il lockdown. L’Italia è un bel paese pieno di contraddizioni e controsensi, li ho solo messi tutti insieme. Il brano tocca argomenti importanti, come ad esempio che fine abbia fatto l’agenda rossa di Borsellino. Parla dell’emigrazione dei giovani all’estero, ma anche di quelli di mezza età dal futuro incerto. È una canzone dolce e amara con un ritmo allegro. Uno sfogo che analizza tutto ciò che io credo, e tutto quello che un italiano medio possa pensare del proprio paese che pur amandolo ha dei dubbi. Tra i vari “non sopporto” ci sono anche io, quando dico non sopporto neanche questo cantautore”. 

Da cosa trae ispirazione questo brano? 

“Il brano potrebbe trarre ispirazione da due fonti, anche se poi è stato completamente rielaborato da me. C’è un passo del libro del regista napoletano Premio Oscar Paolo Sorrentino “Hanno tutti ragione” di Feltrinelli Editore dove appunto racconta una serie di cose che non sopporta, al quale mi sono un po’ ispirato. Altra fonte di ispirazione è un libro su Giancarlo Siani, “NA K14314 Le strade della Mèhari di Giancarlo Siani” edito da Alessandro  Polidoro Editore, dello scrittore casertano Paolo Miggiano che ispirandosi anch’egli a Sorrentino, da ex poliziotto che ha lavorato nell’antimafia critica una serie di cose di quel mondo”.

Il brano è stato registrato a Napoli e Milano perchè questa doppia location? 

“Perchè c’è la collaborazione artistica con Massimo Germini, chitarrista del grande Roberto Vecchioni, per questo motivo il brano ha questa doppia location. A Milano è iniziato l’arrangiamento e poi è stato completato a Napoli”. 

Cosa deve recepire il pubblico da questo brano?

“Spero che il pubblico ci si riveda. Viviamo in una nazione di controsensi e ognuno di noi nel proprio micro mondo deve cercare di cambiare le cose e difendere con impegno civile il proprio spazio”. 

Un controsenso di Napoli?

“Il controsenso di Napoli lo ha cantato Pino Daniele 40 anni fa, sacro e profano si mescolano è una città “Lazzara”. Il bianco e il nero che vivono insieme. Napoli è l’unica cosa che sopporto dell’Italia”. 

Testo musica e video ricordano molto il grande Rino Gaetano?

“Ti dico al verità, quando ho finito la stesura e ascoltato il provino ho detto c’è Rino Gaetano in questo brano. Ricorda molto un suo celebre brano del ’78 dal titolo: “Nuntereggae più”,  una canzone che oggi è un po’ la fotografia del nostro paese. Ho seguito le orme di questo gigante della musica italiana, Rino Gaetano è il più grande rivoluzionario della canzone pop italiana. Giorgio Gaber più teatro canzone, mentre Gaetano era quello del popolo”.

Nel brano dici: “Chiudono i teatri riempiono i supermercati” questo passaggio è legato al momento storico che il teatro sta attraversando immagino? 

“Si, secondo me i teatri si possono riaprire. Il governatore di New York ad esempio a breve riaprirà cinema e teatri con il 25% di capienza. Lo Stato italiano è totalmente fermo, chiedono sacrifici ma c’è gente che non può mettere il piatto a tavola”. 

A chi dedichi questo brano? 

“Agli italiani sani, quelli che ci mettono il cuore, la passione e l’onesta in quello che fanno. È dedicato anche a quelli che non ci sono più e che hanno perso la vita per lo Stato, ultimi solo cronologicamente l’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e il Carabiniere Vittorio Iacovacci. Come d’altronde Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Aldo Moro, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. A tutti quelli abbandonati dallo Stato. Lo dedico a tutti quelli che credono nella democrazia”.

Tra qualche giorno ci sarà Sanremo, cosa ne pensi? 

“Sanremo è una vetrina ambita da tutti, ormai è un carrozzone decadente che serve solo a chi organizza la manifestazione. Le leggende di una volta non escono più da Sanremo”. 

Il brano, segue altri singoli di impegno civile di Misuraca, come: Mehari Verde, Anime Bianche, Kebrat. Nel videoclip, scritto da Misuraca e diretto da Claudio D’Avascio, il cantautore interpreta tanti personaggi simbolici. 

NON SOPPORTO 

(testo e musica di Nando Misuraca )

Non sopporto
i radical chic e i provinciali, le menti ristrette ed i ruffiani
chi mette la faccia solo in televisione, chi accende la miccia per speculare.

La classe politica, i politicanti, i vecchi “compagni” ed i nuovi “fascisti”

gli applausi del pubblico ai funerali, e le trasmissioni sui criminali.

Chi spaccia o si droga con quelle sostanze chiamate “pesanti”???, si… ma leggere le tasche…

Chi dà il buono esempio ed i millantatori, chi chiude i teatri e riempie i supermercati

le bandiere verdi e quelle arancioni, i galli cedroni ed i sapientoni,

la gente che muore sopra i cantieri, l’indifferenza di oggi e di ieri

Le marce antimafia pubblicitarie, e quelli del pizzo e andiamo a votare,

i giorni della memoria, le stragi di stato, chi ruba l’agenda del magistrato

I selfie e le foto per farsi piacere, ed i Che Guevara delle tastiere,
il  santo influencer delle poltrone, la musica liquida senza emozione

I falsi concorsi coi posti assegnati, che tanto i ragazzi se ne devono andare,
e giunto alla fine di questa canzone,
non sopporto nemmeno … ‘sto cantautore…  

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