Il 13 marzo 2013 il mondo guardava verso il cielo di Roma in attesa della fumata bianca. Poco dopo le 19.00, dal comignolo della Cappella Sistina, arrivò il segnale atteso: i cardinali riuniti in conclave avevano scelto il nuovo pontefice. A essere eletto fu l’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, che scelse il nome di Francesco, diventando il 266° Papa della Chiesa cattolica.
Fu un’elezione storica sotto molti aspetti. Papa Francesco divenne infatti il primo pontefice proveniente dal continente americano, il primo gesuita a salire al soglio pontificio e anche il primo Papa a scegliere il nome Francesco, ispirandosi alla figura di San Francesco d’Assisi, simbolo di povertà, pace e attenzione verso gli ultimi.
L’elezione arrivò dopo le dimissioni di Benedetto XVI, annunciate l’11 febbraio 2013, un evento senza precedenti nella storia recente della Chiesa. Il conclave che si aprì pochi giorni dopo si concluse rapidamente: Bergoglio fu scelto al quinto scrutinio, raccogliendo il consenso della maggioranza dei cardinali elettori.
Quando si affacciò per la prima volta dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, Papa Francesco salutò i fedeli con un semplice “Buonasera”, gesto che colpì subito per la sua semplicità e spontaneità. Prima di impartire la benedizione, chiese alla folla riunita in piazza di pregare per lui, un momento che segnò simbolicamente l’inizio di un pontificato improntato alla vicinanza con la gente.
In questi tredici anni il pontificato di Papa Francesco è stato caratterizzato da una forte attenzione ai temi sociali, alla lotta alle disuguaglianze, all’accoglienza dei migranti e alla tutela dell’ambiente, oltre a un impegno costante per il dialogo tra religioni e per la pace nelle aree di conflitto.
A distanza di oltre un decennio da quella sera del 2013, l’immagine della piazza gremita e del nuovo Papa che si presenta al mondo con parole semplici resta una delle pagine più significative della storia recente della Chiesa cattolica.

