“Vogliamo soltanto le nostre case”. E’ il grido delle 53 famiglie di Sant’Agnello che, questa mattina, hanno protestato all’esterno del Tribunale di Torre Annunziata.
Cinquantatré famiglie che hanno sborsato fino a 190mila euro (pari al 50% del valore degli appartamenti), per l’acquisto di una casa all’interno del nuovo complesso abitativo di housing sociale.
“I risparmi di una vita – sostiene Giovanna, una delle manifestanti – investiti in un appartamento che non possiamo avere. Chiediamo la chiusura delle indagini e la possibilità di poter entrare nelle case finite sotto sequestro nove mesi fa. Promettiamo di uscire, qualora al termine del procedimento dovessimo avere torto. Ma in realtà non riusciamo a capire il perché di questo sequestro.
Dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sant’Agnello, continuano a sostenere che è stato fatto tutto secondo regola”.
Le palazzine, secondo l’ipotesi della Procura di Torre Annunziata, sono abusive perché costruite in contrasto con il Put (Piano Urbanistico Territoriale). A febbraio scorso, due giorni prima della consegna delle case, è scattato il sequestro, confermato dal Riesame, con le indagini coordinate dalla Procura oplontina che sono tuttora in corso.
“Indagini che vanno avanti da 6 anni – sostengono ancora i manifestanti -. Sarebbe il caso di chiudere l’inchiesta dopo tutto questo tempo”.

