“Sono qui per sostenere l’Italia, c’è tutto un Paese unito, compatto, che ovviamente rivendica la legittima ambizione di poter offrire questa opportunità a noi stessi ovviamente e a tutte le delegazioni che ospiteremo. Vediamo, ma siamo molto uniti e determinati”, così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al suo arrivo allo SwissTech Convention Center di Losanna dove il Cio sceglierà la città ospitante dei Giochi invernali 2026 fra Milano-Cortina e Stoccolma-Aare.
Dopo oltre un anno finalmente oggi verrà scelta la sede dei Giochi invernali 2026. I bookmaker inglesi, che scommettono su tutto, danno Milano-Cortina favorita su Stoccolma-Aare, ma è difficile prevedere tutte le variabili che condizionano la sessione del Cio, una sorta di conclave papale dello sport internazionale.
La Lega, alleata di governo, ha invece sposato il progetto e così a settembre 2018 si è saldato una sorta di “asse dei realisti” fra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di centrosinistra, e i governatori in quota Carroccio di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. Non senza qualche difficoltà nell’analisi di costi e benefici, il progetto ha retto anche grazie al lavoro diplomatico del sottosegretario leghista allo Sport, Giancarlo Giorgetti, che il 5 aprile ha consegnato le garanzie del Governo alla Commissione di valutazione del Cio, poco prima che arrivasse il supporto del primo ministro svedese Stefan Lovfen a Stoccolma-Aare, forte di un consenso popolare alle Olimpiadi decisamente scarso rispetto all’81% registrato in Italia.
A maggio la fiducia della delegazione italiana è aumentata dopo il report della Commissione di valutazione. Otto mesi dopo, è al completo a Losanna, guidata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, impegnato per assicurarsi i 42 voti necessari al successo. Un lavoro di contatti e scambio di informazioni intenso anche alla vigilia, questa mattina durante l’inaugurazione della nuova sede del Cio con 700 ospiti, e nel pomeriggio con la seconda sessione di prove della presentazione da proporre ai delegati del Cio. Due finestre di mezz’ora, una tecnica al mattino (i delegati possono anche fare domande) e una più emozionale al pomeriggio, con interventi limati nei toni e nei tempi. La presentazione emozionale è supportata anche da un video curato dalla società di Marco Balich, il ‘cerimoniere delle Olimpiadi’, e vivrà il suo clou nell’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (atteso attorno a mezzogiorno), e nella lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi il voto chiuderà la corsa ai Giochi, forse l’ultima con queste regole di ingaggio. Il Cio per il futuro potrebbe chiedere alle città di affrontare un referendum interno prima di farsi avanti.

