Gestione Tributi a Boscoreale, la Creset si difende: “L’inchiesta è su fatti personali di Sergio Bommarito”

“In data odierna, sul quotidiano online ErreEmme News è stato pubblicato un articolo di stampa dal titolo “Boscoreale, la riscossione dei tributi nelle mani di un faccendiere legato a strane consorterie”, in merito al quale si ritiene opportuno fare alcune precisazioni, a garanzia e tutela dell’onore e del decoro del dott. Sergio Bommarito. Al solo fine di riportare i fatti nei consueti canali della corretta informazione, si ritiene doveroso precisare che il dott. Bommarito, nell’agosto del 2018, nell’ambito dell’operazione denominata “Terzo livello”, condotta dall’Autorità Giudiziaria di Messina, è stato raggiunto da una informazione di garanzia per una asserita ipotesi di traffico di influenze illecite”.

In una nota inviata alla redazione di ErreEmme News, la Fire vuole precisare una serie di particolari dell’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia: “La vicenda riguardava fatti personali del dott. Bommarito e la società Fire, così come tutte le società del gruppo, compresa CRESET, sono rimaste assolutamente estranee all’indagine, tanto da non essere raggiunte da misure cautelari e/o interdittive. La contestazione, invero, nasceva da alcune intercettazioni di conversazioni telefoniche intercorse tra il dott. Bommarito ed un esponente della politica locale, ritenute degne di attenzione investigativa, ancorchè relative ai rapporti personali, assolutamente leciti e, in ogni caso, totalmente estranei alla vicende societarie. Costretto a scegliere tra l’affrontare i tempi prevedibilmente lunghi di un processo, per vedere infine affermata la propria estraneità rispetto ai fatti contestatigli ed il definire rapidamente la vicenda a suo carico, anche per evitare arbitrarie strumentalizzazioni del ruolo societario rivestito, il dott. Bommarito ha preferito fare ricorso all’istituto della messa alla prova”.

Tale scelta processuale – si legge ancora nella nota – “è stata recepita dall’Autorità Giudiziaria, che nel dicembre 2018 ha sospeso il procedimento fino all’esito del periodo di prova, cui farà seguito la definizione dello stesso, con sentenza ampiamente liberatoria, che non costituisce condanna penale come di recente ricordato anche dalla Corte Costituzionale. Fuorviante appare, dunque, il riferimento giornalistico a presunte irregolarità nella gestione della gara che ha visto CRESET aggiudicataria del servizio di riscossione dei tributi nel Comune di Boscoreale.

E’ indubbio, infatti, che ad oggi il dott. Bommarito, così come tutti gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione di CRESET, sono in possesso dei requisiti di ordine generale previsti dall’art. 80 del D.Lgs. 50/2016, sicchè non sussistono motivi ostativi alla partecipazione a pubbliche gare, come correttamente accertato dalla stazione appaltante, che ha proceduto con la determina di aggiudicazione. Invero, l’art. 80, citato dal giornalista, al comma 1, stabilisce che “costituisce motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione, la condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale (..)”.

In assenza di alcuno dei tre suddetti provvedimenti giurisdizionali, non sussistono i presupposti di legge per disporre l’esclusione dalla gara. Ebbene, poiché, come detto, a carico del dott. Bommarito non risulta alcuno dei provvedimenti sopra indicati, corretto è stato il comportamento tenuto dalla Stazione Unica Appaltante e del Responsabile del Procedimento del Comune di Boscoreale nella gestione della citata gara di appalto”.