Gay Pride a Torre Annunziata contro la camorra, il toccante intervento di Annamaria Torre

Non solo una festa dell’orgoglio omosessuale, il Gay Pride a Torre Annunziata è sceso in piazza contro ogni forma di odio e discriminazione, contro ogni forma di malaffare e contro la camorra, ha avuto come madrina Annamaria Torre, la figlia di Marcello, il Sindaco di Pagani ammazzato dai killer di Cutolo, perché non voleva piegarsi alla criminalità organizzata.

Il corteo si è fermato a pochi passi da Palazzo Fienga, il covo dei Gionta, e lì Annamaria ha tenuto il suo intervento toccante in cui  ricorda le discriminazioni che ha subito come familiare di vittima innocente di camorra,  spesso “vittime del fango” e di giudizi omertosi. Un intervento che dovrebbe diventare un testo da leggere nelle scuole, laddove si può iniziare un percorso di contrasto alla criminalità che, insieme a politiche attive di lavoro, potrebbe debellare definitivamente il fenomeno mafioso.

“Non potevo mancare – inizia Annamaria – non potevo mancare perché c’è un filo rosso che lega la mia storia, la storia della mia famiglia, alle ragioni di questa manifestazione e perché questa manifestazione arriva qui, a Torre Annunziata, all’indomani dell’ennesimo scioglimento del Consiglio Comunale per convivenze fra politica locale e camorra.
Questo Pride e contro ogni forma di odio e discriminazione, contro ogni forma di malaffare, contro la camorra. Camorra e malaffare.
Mio padre, Marcello Torre, avvocato e Sindaco di Pagani dal 7 agosto all’ 11 dicembre del 1980 (giorno della sua morte), e stato ucciso perché si oppose apertamente, con determinazione e coraggio, alle logiche mafiose, alia corruzione.
Ma ucciderlo non bastava, ricordo l‘isolamento in cui fummo gettati, gli sguardi omertosi e vigliacchi, la macchina del fango che travolse, eppure noi eravamo innocenti, mio Padre aveva la solo “colpa” di sognare una Pagani libera e civile, il suo impegno politico era esclusivamente volto al bene della collettività.
Terribile! Sentirsi discriminati dal proprio contesto sociale perché quello che dovrebbe essere la normalità in realtà rappresenta una anomalia.
Ecco, e questo il filo rosso che mi ha condotto qui oggi per unirmi a voi.
Il nostro Comune impegno e per ridisegnare un modello di intollerante ma verso le disuguaglianze, verso il malaffare, intollerante nei confronti del potere corrotto.
Siamo tanti noi qui presenti oggi e rappresentiamo soltanto una minima parte di quella società civile sana a e desiderosa di pace che crede nei valori, inclusivi, che la nostra bellissima Costituzione ha espresso: tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e sono uguali di fronte alia legge.
Il Pride e qui perché Torre Annunziata non è soltanto malaffare e corruzione, i cittadini di questa terra rifiutano questa etichetta e rivendicano il proprio orgoglio. Tanti torresi vogliono sentirsi cittadini liberi, liberi di potersi esprimere, liberi dalle mafie, dai pregiudizi di una cultura violenta e patriarcale che mortifica e respinge chi non si conforma.
Vi ho parlato prima della terribile esperienza di isolamento che abbiamo vissuto subito dopo la morte di mio padre. Da quell’isolamento siamo usciti e abbiamo intrapreso l’unica strada percorribile per avere voce, per essere ascoltati, per incidere, per modificare Io statu quo: fare rete. Libera Contro le Mafie è stata ed e la mia seconda famiglia; insieme, uniti per promuovere i diritti di cittadinanza, la cultura della democrazia, la giustizia sociale e per contrastare il dominio mafioso del territorio, abbiamo scoperto la nostra forza.
Come dice Don Luigi Ciotti: <la memoria deve diventare impegno, non parole di circostanza> e grazie a questo impegno abbiamo dato vita a numerosi progetti sui beni confiscate alle mafie.
Dobbiamo essere cittadini militanti e fare rete, con questo stesso intento sono stati costituiti i Comitato di Liberazione dalla camorra qui a Torre Annunziata, a Castellammare, nell’area nord di Napoli e nell’area est di Napoli. II senso della mia presenza qui con-voi oggi e questo, testimoniare il valore dell’impegno civile, l’importanza dell’associazionismo come unico valido strumento di contrasto alle disuguaglianze, strumento di lotta per vedere finalmente riconosciuti diritti negati.
Vi leggerò un brano tratto da Le Rane di Aristofane che denunciava qualche secolo fa analoghi, annosi problemi m a non poteva conoscere la forza di questa piazza, di questo Pride:”

“Via i furfanti dal Governo, così anche tra i cittadini, quelli che conosciamo per persone dabbene, saggi, uomini assennati e giusti, educati nel corpo e nella mente, che amano la danza, la musica, questi li scartiamo e ci avvaliamo invece delle facce di bronzo, di gente gretta, di furfanti e figli di furfanti, degli ultimi arrivati, che un tempo Io Stato non avrebbe usato nemmeno come vittime espiatorie, a questi affidiamo ogni ufficio. Ma ora, o stolti, e arrivato il momento di cambiare sistema e tornare a favorire le persone per bene”

Subito dopo c’è stato l’intervento di Tania Sorrentino, vedova Cerrato, che ha ricordato che quello di suo marito non è l’ultimo in ordine di tempo, ma nonostante il moto di ribellione, nonostante le operazioni di polizia sul territorio, ci sono stati anche gli omicidi di Morrione e Guarino. Tania esorta a combattere la prepotenza, e il  malaffare,  a lavorare tutti insieme altrimenti vince la camorra.

Massimo Napolitano